Domani il TDT va ad Amburgo ma il sindacato declina il confronto

Rifiutato l’invito dell’ad del terminal da parte della “triplice”- Se Eurokai mollasse, potrebbe subentrare il terminalista globale Dubai? Il valore reale del terminal

LIVORNO – Fine delle chiacchiere, avanti i fatti. Ma non sarà facile uscire dal “cul de sac” in cui si è infilata la vicenda del Terminal Darsena Toscana con lo scontro feroce tra i due soci. Comunque i fatti: domani 1º aprile ad Amburgo si troveranno per una soluzione “chiara e definitiva” i due soci: per la Compagnia portuali ci saranno il presidente Raugei, il presidente del TDT Boccone e il consigliere Marchesini.

Per Contship ci saranno Thomas Eckelmann, Cecilia Battistello e i due supermanager Ravano e Martini. L’incontro è stato confermato e salvo sorprese dell’ultimo minuto non dovrebbe saltare.

Più difficile capire quali soluzioni potranno uscirne. A parole, l’ala dura dei portuali continua a sostenere che il licenziamento di Monica Bellandi deve rientrare, “altrimenti si riprende con il blocco delle banchine”. I sindacati mediano, cercando di frenare, ma non possono più di tanto. E’ comunque saltata la riunione cui l’amministratore delegato del TDT Leonardo Martini aveva invitato per ieri l’altro, lunedì 29, i sindacati. Gli hanno risposto per scritto che consideravano l’invito non accettabile “in assenza di condivisione dell’iniziativa da parte anche del socio Cpl”. Morale: se ne riparlerà, anche con i sindacati, dopo l’incontro di domani.

Ad Amburgo il gruppo Contship-Eurokai si presenta formalmente con un ramoscello d’ulivo – non per niente siamo alla vigilia della Pasqua – dietro al quale però si avverte uno sferragliar di cingoli. Insomma, ci sarebbero pronti i carri armati. Perché è ormai evidente a tutti che Eurokai non intende più accettare formule sfumate per la “governance” del terminal livornese. Ciascuno faccia la sua parte, sembra essere il messaggio: i portuali lavorino sulle banchine, noi si gestisca il terminal in un network europeo dove le strategie contano assai più della “resa” dei singoli terminal. Non per niente lo stesso gruppo ha messo 400 in cassa integrazione a Gioia Tauro – un tempo “gioiello della corona”- e sta spingendo su Cagliari. Si ipotizzano scenari preoccupanti di un porto di Livorno fuori dal network o almeno marginale. Tutto sta a capire i tempi e i modi. E non è certo piacevole malgrado la Port Authority sostenga che se Contship molla, ci sono almeno altri tre grandi terminalisti (si è sussurrato da qualche parte il nome di Dubai, anche se ultimamente un po’ appannato) pronti a subentrare; e a metter mano al portafogli in vista anche della Piattaforma Europa. Ma non si tratta di noccioline: oggi TDT vale, secondo le varie valutazioni, da 25 a 35 milioni di euro.

Strategie mass-mediatiche quelle dei sostituti pronti con i soldi in bocca, o sostanza reale? In un panorama mondiale che sta cambiando molte cose, rimane valida la vecchia battuta: mai dire mai.

A.F.


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