La “neverending story” dell’imbuto al Marzocco

A Roma nessuno vuol firmare – Intanto è stato appaltato il lavoro per allargare il fondo del canale senza toccare i tubi dell’Eni

LIVORNO – Una buona e una cattiva notizia per quanto riguarda i lavori nel porto di Livorno. Cominciamo dalla brutta: la Port Authority non può mantenere la promessa di allargare a breve la strettoia del canale del Marzocco, come da anni chiesto dalle primarie compagnie dei containers, perché il ministero dell’Ambiente non ha alcun dirigente apicale – dopo lo sbianchettamento da parte della Corte dei Conti – per firmare il permesso. E i legali di Piccini l’hanno sconsigliato di appellarsi al silenzio-assenso. La buona notizia (con riserva perché è tanto che se ne parla come di cosa fatta) riguarda l’altra “neverending story”, quella dell’allargamento della stessa strettoia in corrispondenza dei tubi di attraversamento dell’Eni. L’Authority ha infatti firmato l’assegnazione dei lavori alla Sales, che ora aspetta solo le disposizioni della Capitaneria – ordinanza di interruzione del traffico navale durante i lavori – per poter cominciare.

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