Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Votazioni, la “polis”, il domani

LIVORNO – Diciamocela davvero tutta: domani si vota nella competizione elettorale più combattuta, più “medializzata” e più ricca di mirabolanti promesse difficili da mantenere da anni a questa parte. Senza distinzioni: chiunque vinca, a patto che qualcuno vinca, ci aspetta, secondo le promesse, un nuovo e rutilante paradiso. Che dire? Viene in mente il famoso aforisma secondo il quale il meglio che un nuovo governo può fare, qualsiasi nuovo governo, è di non peggiorare le cose.

[hidepost]

Pessimismo da quattro soldi? Può darsi. Questa campagna elettorale ha confermato almeno una cosa: che un pò tutti i partiti, chi più e chi meno, hanno puntato anche sulle promesse di rendere gli adempimenti dei cittadini e delle imprese meno oppressivi, non solo sul piano fiscale ma anche su quello burocratico. È il riconoscimento che siamo arrivati a un livello non più sostenibile, dove le imprese scappano all’estero, specie negli ex paesi poveri dell’Est, proprio perché l’oppressione burocratica non esiste o quasi, al di là dei vantaggi fiscali. Le imprese scappano, la gente resta senza lavoro: ci sono anche eccezioni ma quanto di buono è stato fatto e viene fatto evidentemente non basta.

Ricordo a tutti i nostri quattro lettori che su questo nostro giornale non facciamo politica. Anche se nella realtà la “polis” è il risultato di azioni e impegni che secondo Aristotele dovrebbero coinvolgerci tutti, dal primo all’ultimo cittadino: e quindi ci coinvolgono in ogni atto quotidiano, volenti o nolenti.

Nella stessa realtà, il nostro impegno di giornale è di lavorare non per i posteri ma per domani mattina. E domani mattina, cioè da lunedì 5 marzo, tutti indistintamente speriamo in un miracolo, un Paese anche un pò migliore. Ce lo auguriamo: come ci auguriamo che tutti, davvero tutti, questa volta vadano a votare e facciano il loro dovere. La “polis” siamo noi: ciascuno ha il dovere di non aspettare che le castagne dal fuoco gliele levino gli altri. Auguri.

Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
3 Marzo 2018

Potrebbe interessarti

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio