Golfo di Guinea e pirati: anche la Nigeria fa sul serio

ROMA – Storicamente, gli attacchi di pirateria nel Golfo di Guinea registrano un picco durante la stagione secca che normalmente va da ottobre/novembre a marzo/aprile. Ciò che è diverso quest’anno è che la Nigeria ha lanciato una serie completa di capacità antipirateria e almeno due marine internazionali avranno navi da guerra molto capaci dotate di elicotteri anche per missioni antipirateria nell’area. Anche l’Italia sta facendo la sua parte, a proteggere i traffici internazionali dei quali l’armamento Grimaldi fa parte.

Parallelamente alla costante crescita del numero di firmatari della Dichiarazione del Golfo di Guinea sulla repressione della pirateria, un numero crescente di parti interessate chiede un’azione. L’arrivo della stagione secca di quest’anno potrebbe essere potenzialmente un momento decisivo, ma è troppo presto per riposare sugli allori, afferma Jakob P. Larsen, head of Maritime Safety & Security di BIMCO.

Con l’avvicinarsi dell’alta stagione della pirateria nigeriana, l’industria navale attende con ansia di vedere se le iniziative antipirateria lanciate dagli stati costieri del Golfo di Guinea e i contributi delle marine non regionali avranno un impatto positivo sull’attività di pirateria.

Gli stati regionali sembrano essersi inpegnati di più,  in particolare la stessa Nigeria. Il paese ha investito molto nelle risorse per la sicurezza marittima e il 16 giugno il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha inaugurato ufficialmente l’infrastruttura integrata per la sicurezza nazionale e la protezione delle vie navigabili della Nigerian Maritime Administration and Safety.

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