L’UE investe in Libia per fermare gli scafisti

BRUXELLES – L’Unione Europea ha finanziato per 15 milioni di euro ed sta realizzando la costruzione di un centro di coordinamento marittimo della Guardia Costiera della Libia, con il compito di intervenire sul flusso degli scafisti verso il Sud Europa. Il progetto riferisce un rapporto, rientra nel piano UE per il contrasto all’immigrazione clandestina attraverso il Fondo fiduciario di emergenza dell’UE per l’Africa (Eutf). 

Dalla sua creazione nel novembre 2015, l’Eutf ha mobilitato 456 milioni di euro per progetti in Libia, oltre la metà dei quali dedicati alla protezione di migranti e rifugiati e un terzo alla stabilizzazione della comunità. I fondi rimanenti sono investiti in azioni per migliorare la gestione delle frontiere (57,2 milioni di euro), con l’obiettivo di sostenere le autorità libiche nel salvare vite in mare e combattere il traffico di migranti. 

Secondo quanto ha scritto di recente Il Giornale, le specifiche tecniche sono state fornite dalla Marina Militare italiana che ha anche bandito la gara, poi aggiudicata dalla RI di Trepuzzi. Alcune delle strutture sono state trasportate con nave San Giorgio nel porto militare di Tripoli. In un’area di circa mille metri saranno ospitati dieci shelter con due sale operative, una sala radio, una cucina attrezzata e 4 alloggi. 

«Siamo orgogliosi – spiega Lorenzo Tafuro, direttore generale di RI -, di avere contribuito alla sicurezza del Mediterraneo a salvataggio delle vite umane e alla sicurezza dei confini nazionali e comunitari, realizzando e integrando tutte le attrezzature del nuovo Mrcc». Nel pacchetto da 15 milioni di euro è incluso l’addestramento del personale libico da parte dei militari italiani di Guardia costiera e Guardia di Finanza che li affiancheranno per 48 mesi.

 I libici analizzeranno i dati radar e Ais, il traffico radio e avranno quindi un quadro chiaro di ciò che accade nella zona S.A.R.. Saranno intercettati i segnali provenienti dai barconi in partenza per intervenire con le motovedette già fornite a Tripoli. I centri S.A.R. hanno anche facoltà di deviare le navi civili in transito. 

 Il progetto fu promosso dalla Guardia costiera italiana su richiesta formulata congiuntamente dalla Commissione Europea e dall’Eeas attraverso il Common Non-Paper del 2016 e fu approvato nel giugno dello stesso anno. «Finalmente- spiega il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni – la Guardia costiera libica, avendo già la sua area S.A.R., avrà il suo Mrcc e potrà gestire e coordinare i suoi soccorsi. Significativo che la Libia potrà anche bloccare le varie navi delle ONG che spesso finiscono per incentivare, con la loro presenza, la partenza degli scafisti con i loro tragici carichi.

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