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Nucleare sulle navi e tempi

Ugo Salerno

ROMA – Presso la Camera dei Deputati si è tenuto nei giorni scorsi il convegno “Propulsione nucleare navale: progetti per il futuro”, organizzato da “Machiavelli – Centro Studi Politici e Strategici” in collaborazione con l’onorevole Luca Squeri.

Nel suo intervento Ugo Salerno, executive chairman RINA, ha evidenziato che la propulsione low-carbon presenta due sfide: produrre energia e carburanti con minimo impatto ambientale, e creare una rete logistica che consenta alle navi di rifornirsi senza limitarne il raggio di azione. Rinnovabili e combustibili alternativi però non bastano. Il nucleare invece ha un enorme potenziale, come ormai è dimostrato dalle centinaia di navi – quasi esclusivamente militari, per adesso – che navigano in tutto il mondo.

Che detto – La propulsione nucleare, come già abbiamo riferito in uno degli ultimi numeri del giornale, sta interessando sempre di più lo shipping, tanto che si sono già fatte ipotesi concrete di mini-impianti di bordo mediati da quelli dei sottomarini d’assalto che operano nelle marine Usa, inglese, francese, russa e cinese. Un tema che tuttavia si lega alla necessità di creare anche una rete terrestre di supporto, come ha riferito lo stesso Salerno, di avere una scorta di uranio da custodire in appositi siti, e specialmente di rivedere le normative italiane ancora legate al famoso referendum approvato dopo la tragedia di Chernobyl. Sul piano tecnico è stato assicurato che entro la fine di questo decennio – quindi tra quattro o cinque anni – le tecnologie saranno disponibili. Considerati i tempi della burocrazia italiana – è stato anche detto – ci sono fondati dubbi che la parte legislativa e normativa possa essere aggiornata negli stessi tempi.

Pubblicato il
1 Febbraio 2025
Ultima modifica
3 Febbraio 2025 - ora: 11:09

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