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Articoli marcati con tag ‘Legge 84/94’

La riforma che tutti già riformano

I cento dubbi sull’attuazione pratica delle linee di trasformazione del “sistema logistico portuale” a fronte delle crescenti resistenze – Il Capitolo 5 della Costituzione

Graziano Delrio

ROMA – Come volevasi dimostrare, la riforma della riforma non piace, così come l’ha presentata il ministro Delrio nella prima informativa al consiglio dei ministri. E non piace specialmente ai riformatori: a quelli che volevano un numero minimo di “distretti logistici” (ne erano stati proposti 8, contro le attuali 24 Autorità portuali) e che sulla base degli elaborati dei 15 “saggi” di Lupi si erano spinti ad ipotizzare un sistema nazionale dei porti strettamente connesso alle reti TRN-T europee.
Parliamoci chiaro: il documento Delrio va alla pari con buona parte delle riforme renziane: che partono con grandi ambizioni di riformare, ma troppo spesso sono state frenate – o addirittura evitate – dal dibattito parlamentare o dai compromessi tra correnti politiche.
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A Salerno in crescita tutti i traffici

SALERNO – Il Comitato Portuale di Salerno ha approvato la relazione annuale sull’attività promozionale, organizzativa ed operativa del Porto di Salerno. Il documento ufficiale, redatto ai sensi della Legge 84/94, dimostra ancora una volta come l’elevata capacità di movimentazione delle merci, la perfetta organizzazione del lavoro e la grande affidabilità e professionalità degli operatori portuali, hanno contribuito a creare un’industria portuale con elevati standard operativi e qualitativi.
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Riforma o riformina?

Le ipotesi sui tagli delle Authorities e sulla centralizzazione dei controlli e dei finanziamenti – Il discrimine delle 10 milioni di tonnellate

Maurizio Lupi

ROMA – Parafrasando un vecchio e sarcastico detto marinaro, sulla riforma dei porti sembrerebbe scattato il comando: avanti adagio, quasi indietro. Lo si deduce dall’incrociarsi di ipotesi, anticipazioni, documenti (veri o fasulli), richiami e rivendicazioni (spesso di mosche cocchiere) che circolano. Il tutto, concentrato – a quanto si leggeva fino a ieri – sul tema del “quantum” delle Autorità portuali: solo 6 attraverso gli accorpamenti, solo 12 secondo la prima ipotesi di Lupi, o addirittura salvando tutte le 24 attuali? L’onorevole Vincenzo Garofalo, cui viene attribuita (Alberto Chiara, “L’avvisatore marittimo” di Genova) una stretta vicinanza con il ministro Lupi, avrebbe anticipato che si sta facendo marcia indietro e “potrebbero rimanere tutte e 24 le Autorità portuali italiane”, in contesto di razionalizzazione degli investimenti attraverso la già annunciata Autorità nazionale dei porti.
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Il POT di Ravenna spinge il Progettone

L’impegno per trovare una soluzione sulle aree private – Gli ingressi in avamporto – Il grazie di Di Marco al team

Galliano Di Marco

RAVENNA – Il Comitato Portuale ha approvato con 14 voti favorevoli ed un voto contrario il Piano Operativo Triennale (POT) 2015-2017 dell’Autorità Portuale di Ravenna.
Tale strumento di indirizzo strategico, previsto dalla legge 84/94 – dice l’Authority – assume in questa occasione un particolare rilievo poiché contiene e riassume tutti gli elementi fondamentali del Progetto “Hub portuale di Ravenna” come è stato presentato alla Struttura Tecnica di Missione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ai fini dell’avvio della istruttoria per l’approvazione del Progetto Definitivo da parte del CIPE, una volta acquisiti tutti i pareri degli Enti competenti.
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Ballo a corte Rossi-Nogarin e le utopie

LIVORNO – Al di là di ogni considerazione di metodo, c’è chi considera il braccio di ferro sul piano regolatore del porto avviato dal sindaco di Livorno con il governatore della Toscana qualcosa di simile al più disinvolto dei baratti politici: io ti do l’OK al piano, che ti da una bella spinta alla riconferma nelle prossime elezioni regionali, e tu mi garantisci l’OK alla nomina del mio candidato (della mia candidata) per la presidenza della Port Authority alla scadenza, anch’essa prossima.
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Riforma portuale: i tanti “ni” di Ancip

L’associazione delle compagnie-imprese ha illustrato le sue controproposte al testo in elaborazione – Le linee sui servizi tecnico/nautici – Pujia: riportare la governance al centro

Nella foto: (da sinistra) Felicio Angrisano, Roberto Rubboli, Marco Dalli, Tirreno Bianchi, Davide Tassan e Allen Boscolo.

ROMA – Forte e chiaro: il messaggio dell’Ancip (l’associazione delle imprese delle Compagnie portuali) sulla riforma portuale, in corso d’opera, è arrivato dal convegno di mercoledì al “Centro Carte Geografiche” come già anticipato dal presidente nazionale Marco Dalli agli stati generali della logistica. Ovvero: ben venga la riforma, ma senza destabilizzare l’art. 17 della legge 84/94, anzi potenziandolo e migliorandolo: accorpando le Autorità portuali secondo le specializzazioni e il loro effettivo valore, dando loro l’autonomia finanziaria necessaria a funzionare; attenti inoltre a non ampliare la forbice tra porti del Nord e del Sud, valorizzando anche e specialmente le risorse umane, con la formazione dei lavoratori anche sulla sicurezza.
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L’Ancip e la riforma

I cinque punti del presidente Marco Dalli già illustrati al ministro Lupi

Marco Dalli

ROMA – Previsto e anche prevedibile, è partito il fuoco di sbarramento contro i passaggi più “rivoluzionari” delle proposte di riforma dei porti in fase di … cucina al ministero con le proposte della commissione dei 15 saggi.
Una significativa sintesi delle perplessità, ma anche delle critiche aperte, ci sarà oggi, mercoledì 18 a Roma nell’annunciato convegno dell’Ancip al centro “Carte geografiche” di via Napoli 36 sul tema: “Il lavoro e le imprese al centro della riforma”. Tra i Vip che hanno annunciato la propria partecipazione il presidente di Assoporti Pasqualino Monti, Marco Conforti di Assiterminal Giancarlo Russo di Assologistica, Luca Vitiello di Assorimorchiatori, Stefania Visco di Federimorchiatori, Michele Meta presidente della IX commissione della Camera, Marco Filippi e Altero Matteoli della 8ª commissione al Senato, Bartolomeo Giachino per FI e l’ammiraglio Felicio Angrisano per le Capitanerie. Presenti ovviamente tuti i sindacati di settore.
Sul tema di fondo, cioè la difesa del lavoro nei porti, il presidente dell’Ancip, il livornese Marco Dalli, aveva già presentato agli stati generali della portualità un significativo intervento, che detta le linee guida del convegno stesso. Ecco i cinque punti del documento programmatico dell’Ancip presentati al ministro Lupi e alla base del convegno di oggi.
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Portuali e alleanze

Maria Gloria Giani

LIVORNO – Il percorso intrapreso dal Propeller Club con la prima conferenza del nuovo anno è quello dell’approfondimento della conoscenza delle principali realtà operative dello scalo e del territorio labronico e di come si ristrutturino per reagire alla crisi perdurante. Invitati dalla presidente Maria Gloria Giani in questa prima sessione CPL e CFT, già protagonisti delle cronache locali per la loro joint venture ed oggi per la decisione del gruppo portuale livornese di cedere la metà della sua impresa CILP ai gruppi Neri e Negri. Ma prima ancora di immaginare quali nuovi scenari ed effetti questo nuovo assetto societario potrà portare alla comunità portuale la serata è servita per capire come si sta muovendo l’alleanza stretta circa un anno fa dalla cooperativa fiorentina e dalla compagnia livornese.
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La mannaia del ministro Guidi sui porti

Dal dicastero dello Sviluppo Economico i criteri voluti da Bruxelles sulla concorrenza in banchina, sul lavoro e sui servizi tecnico-nautici

Federica Guidi

ROMA – Pubblichiamo integralmente il testo dell’art. XX della bozza di decreto legge del ministero dello Sviluppo Economico sui temi della concorrenza in ambito portuale, oggetto di una crescente polemica a livello nazionale; con l’avvertenza che si tratta di una prima bozza, probabilmente ispirata da Bruxelles ma ancora modificabile.

Art. XX (Conflitti di interesse delle Autorità portuali)
1 – All’art. 6 della legge 28 gennaio 1994 n. 84 il comma 6 è sostituito dal seguente: “Le Autorità portuali non possono esercitare, né direttamente né tramite la partecipazione di società, operazioni portuali ed attività ad esse strettamente connesse, né partecipare a società esercenti attività accessorie o strumentali rispetto ai compiti istituzionali affidati alle autorità medesime, anche ai fini della promozione e dello sviluppo dell’intermodalità, della logistica e delle reti trasportistiche”. Le partecipazioni delle Autorità portuali nelle società di cui al comma qui sopra sono dismesse con procedure di evidenza pubblica entro il 31 dicembre 2015.
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A Livorno Filt-Cgil sulle barricate

LIVORNO – “Il DDL sulla concorrenza presentato o in via di presentazione da parte del ministero per lo Sviluppo Economico – dice una nota della Filt-Cgil – entra a gamba tesa e vuole modificare in modo pesante il lavoro così come attualmente strutturato e regolamentato negli ambiti portuali.
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84 Tricom/Linde

93 Le navi

convenzione pubblicitaria

101 CVS/Tricom

51 CIS

90 Gigoni

102 Cala de Medici

105 - Fondazione Ca

107 Gas and Heat

Archivi
47 Toremar

80 Sovecar

74 Portolab

98 Scania

6 Porto Livorno 2000

97 Consorzio Logi83

108 A.P. del Levante