La gara per Tirrenia perde pezzi

Rimangono nella fascia dell’interesse in otto, ma con crescenti dubbi anche sull’approvazione della Ue dei determinanti contributi di Stato

ROMA – Erano stati in sedici a farsi sotto con la dichiarazione di interesse per la gara sulla Tirrenia, poi sono scesi a dodici. Ma lunedì scorso, alla scadenza del termine per presentare le domande ufficiali a Fintecna (attraverso Unicredit) davvero in gara sono rimasti sono in otto. E non è detto che alla fine della procedura, rimangano tutti ed otto: anzi, non è detto che alla fine la gara si riveli una scatola vuota. E che si debba ricominciare tutto daccapo.

Gli elementi di dubbio che hanno portato alcuni dei principali interessati a lanciare la spugna (Grimaldi Napoli, Corsica & Sardinia Ferries di Pascal Lota) sembrano essere fondamentalmente due: il fatto che a Tirrenia sia stata “abbinata” la Siremar, ovvero la regionale della Sicilia, che rappresenta una complicazione notevole e anche un tipo di mercato dei trasporti assai diverso da quello della sola Tirrenia (malgrado il notevole miglioramento di conti e servizi che si è avuto da quando Siremar è stata presa in mano dall’ex amministratore di Toremar Lorenzo Murrali); e il fatto che i contributi di Stato (72,6 milioni di euro all’anno per 8 anni) destinati a coprire gli oneri dei servizi di tipo sociale sembrano essere ancora nel mirino della Ue, per quanto una recente sentenza ne abbia stabilito – almeno per il passato – la piena legittimità. Insomma: le acque sono poco chiare e non tutti sembrano disposti a lanciarsi al buio su una gara che potrebbe riservare pesanti sorprese di gestione.

Significativo anche il fatto che tra gli otto rimasti in gara gli armatori puri siano una minoranza: Nicola Coccia con “Gestioni armatoriali e TT&T”, Vincenzo Onorato di Moby Lines che si sta quotando in Borsa, Grandi Navi Veloci di Cassano, e gli armatori Visentini e Lauro. Sono in realtà i fondi d’investimento a dare il maggior sprint e le maggiori coperture a chi guarda a Tirrenia. E anche questo sembra voglia dire qualcosa, non necessariamente in chiave positiva…

A.F.


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