Slitta ancora il “Reefer”

L’impianto sul Da Vinci sarà inaugurato a fine giugno

Enzo Raugei

LIVORNO – E’ pronto, è prontissimo, contrordine è quasi completato. Il “Livorno Reefer”, uno dei più grandi impianti tutti nuovi in Italia per i traffici refrigerati degli ortofrutticoli, doveva essere pronto a febbraio, poi a marzo, infine a maggio. Invece i lavori sono andati avanti in certi settori molto velocemente, in altri con qualche ritardo perché in corso d’opera si è cercato di fare meglio. Sembra che in particolare si siano volute modificare le caratteristiche tecnico-operative di gestione delle celle refrigerate, in modo da rispondere meglio alle esigenze di diverse temperature. Insomma, l’impianto è grandioso, nasce bene e viene completato anche meglio. E i ritardi, alla fine, sono funzionali a un altro dettaglio: quello di cercare clienti per raggiungere il quantitativo necessario per guadagnare, oltre che per coprire le rate (non leggere) del leasing. Va anche riconosciuto, per rendere onore al merito, che l’operazione “Reefer” è nata quando la crisi mondiale del credito non c’era ancora e molti dei calcoli anche con gli istituti di leasing hanno dovuto essere rinegoziati.

Ciò nonostante sui piazzali del terminal Da Vinci ormai mancano solo le rifiniture. E quella che viene indicata come la più grande operazione della Compagnia Portuali degli ultimi anni è al nastro di partenza. Anche l’acquisto recentemente comunicato di una maxi-gru semovente da parte della Compagnia Portuale di Livorno ha un senso in quanto utilizzabile anche sulla banchina per il “Reefer”. E in questi giorni il management della CPL, che fa capo al presidente Enzo Raugei, starebbe anche cercando di mettere a punto un organico di vertice, specie con un direttore commerciale (da ricercare anche fuori) che sia capace di andare a cercare clienti internazionali. Perché oggi il settore degli ortofrutticoli è in gran fermento, ma l’offerta di terminal anche nella sola Italia sta crescendo forte (si vedano anche le iniziative di Civitavecchia per Roma e quelle dell’Adriatico) e la concorrenza aumenta.

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