Agroalimentare un’opportunità o un’illusione?

LIVORNO – Che i traffici per i prodotti ortofrutticoli siano attualmente tra i più promettenti  nessuno lo mette in dubbio. E che molti paesi della fascia temperata tropicale, dal Far East all’Africa mediterranea fino al Sud America, stiano lanciandosi nell’export di massa verso l’Europa è altrettanto evidente.

Meno facile risulta programmare a lungo termine, e forse proprio in questo sta il vero pericolo della … ubriacatura sull’agro-alimentare che sta coinvolgendo molti porti italiani. Con relativi “balletti” di privati coinvolti, di compagnie che si attrezzano sul reefer, di impianti che nascono come funghi. Nel giro di pochi mesi abbiamo assistito alla presentazione di numerosi progetti, alcuni dei quali grandiosi: dal Centro Agro-alimentare Romano (CAR) insieme al porto di Civitavecchia, dal porto di Savona, dal nostro stesso porto con l’inaugurando “Livorno Reefer” in collaborazione con la Compagnia Portuali, adesso con la nuova linea di Visemar con l’Est del Mediterraneo. Proliferano anche i saloni dedicati al comparto: l’ultimo dei quali, a Perpignan in Francia, ha visto letteralmente esplodere l’offerta, sulla base di una domanda che francamente non sembra poter soddisfare tutti, almeno ad oggi.

Viene da chiederci: ma davvero l’agro-alimentare è quest’”Eldorado” che in molti ipotizzano? E non succederà, come peraltro è già avvenuto con altri traffici super specializzati, che alla fine ci sarà una feroce selezione e trionferanno coloro che avranno saputo meglio organizzare, oltre a un terminal efficiente, anche e specialmente una rete di distribuzione che annulli le perdite di tempo e raggiunga i veri mercati di consumo? Di questo, cioè della rete logistica, si parla ancora troppo poco in rapporto ai grandi progetti dell’import. Ma tutti sanno che i tempi dei porti-emporio sono finiti  e che oggi conta il principio (e la pratica) del porto-gate. La velocità e l’efficienza cioè nel far raggiungere il consumatore da parte della merce, specialmente quando è deperibile come l’agro-alimentare. E allora? Allora speriamo che non si creda di risolvere il tutto lanciando l’anima al di la dell’ostacolo e contando poi sullo Stellone. Perché le stelle, come scriveva Cronin, alla fin fine stanno solo a guardare.

A.F.


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