Il Gallanti-pensiero su Livorno

Sviluppo anche verso terra, coordinamento sull’alto Tirreno per un’offerta integrata

Giuliano Gallanti

LIVORNO – Prima uscita ufficiale del Gallanti-pensiero sul porto di cui è commissario e di cui sarà presto presidente. Non un’intervista – l’uomo è prudente, probabilmente non si sente ancora pronto: meglio un intervento scritto di proprio pugno – ma comunque alcune idee, espresse nello speciale dedicato al porto dal quotidiano livornese “Il Tirreno”, che sembrano guidarlo in modo chiaro (e peraltro già espresse al suo arrivo a Livorno, quando ignorava che ci fosse anche il progetto della darsena Europa): sviluppo dello scalo anche a terra in sinergia con la piattaforma logistica, vasca di colmata attuale da trasformare in area operativa prima possibile, autonomia finanziaria per l’Authority, snellimento della burocrazia portuale (“In Italia tra carte bollate e burocratismi – ha scritto – ci vogliono in media 20 giorni per movimentare un container in esportazione e pochi meno in importazione”).

Niente di sostanzialmente nuovo rispetto a quello che si dice da tempo?

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