La riforma? Sembra quasi una riformina

Maurizio Lupi

ROMA – La brutta impressione – e spero davvero di sbagliarmi – è che alla fine la scelta sia stata di non scegliere. Ovvero: tra le infinite giravolte della bozza di riforma portuale “incagliata” da tempo al Senato – ne ha scritto sul nostro ultimo numero il senatore Filippi che la sostiene – e i tagli con l’accetta proposti dal ministro Lupi, il consiglio dei ministri sembra essersi accontentato di dare un pizzicotto di rinnovamento, attento a non far male a (quasi) nessuno.
Spero davvero di sbagliare, anche perché al momento di andare in stampa quello che si è detto ufficialmente del consiglio dei ministri due giorni fa stride con quello che si è raccontato nei corridoi. Dove circolano più che altro pissi-pissi-bao-bao sulla riforma interna al ministero delle Infrastrutture, con l’accorpamento delle due direzioni generali della navigazione che però non ha ancora visto la scelta di un direttore unico (se ne parla ormai da mesi).
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