Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti

Darsena Europa, la ferrovia e l’imbuto da “tombare”

L’imperativo di chiudere il collegamento acqueo con la Darsena Toscana e tutte le difficoltà oggettive legate alla viabilità per Tirrenia – Tempi e finanziamenti ancora troppo sul vago

LIVORNO – La crisi di governo e il rinvio – l’ennesimo – della gara per la realizzazione della piattaforma Europa stanno riproponendo sia a livello tecnico che politico un’analisi globale sullo “snodo” del Calambrone che, allungandosi i tempi del porto del futuro, potrebbero oggi realisticamente essere messi allo studio per una soluzione globale. Della serie, fuor di metafora: non tutto il male vien per nuocere. O se preferite, più cinicamente: Hamo a passà ‘a nuttata.
La fotografia dal satellite che riproponiamo qui sopra, per quanto necessariamente non dettagliatissima, è comunque più chiara di qualsiasi discorso. I collegamenti stradali e i raccordi ferroviari tra la Darsena Toscana e le reti nazionali – e quindi il raccordo tra le suddette reti e anche l’auspicata Piattaforma Europa – sono oggi condizionati dall’imbuto acqueo tra la foce dello Scolmatore/Canale dei navicelli e la Darsena Toscana. E la preannunciata inaugurazione di sabato prossimo 17 del nuovo, importante collegamento ferroviario cargo tra i due terminal della Darsena stessa e la rete nazionale FS è un passo avanti epocale – come sostengono all’unisono Giuliano Gallanti ed Enrico Rossi ciascuno da proprio punto di vista – ma non può essere considerato definitivo.
[hidepost]Abbiamo scritto a più riprese che il collegamento ferroviario ha una brutta “strozzatura” sul ponte girevole, che è stretto (il fascio binari sul ponte si riduce a uno solo) e molto lento, soggetto a guasti e di difficili riparazioni. Certo che rispetto a ieri, e al nodo del Calambrone, è un passo avanti fondamentale. Ma se vogliamo guardare al domani della piattaforma Europa, o anche solo a una valorizzazione totale della Darsena Toscana in chiave delle moderne fullcontainers, l’“imbuto” va tombato. E va fatto prima possibile. Si sanerà così anche l’infinita bega delle “porte vinciane” e di chi le chiude (ovvero, nessuno…) e dei perenni insabbiamenti della Darsena.
Però: basta guardare la foto in 1ª pagina per capire che delle tre opere che scavalcano l’Imbuto, con il “tombare” quest’ultimo solo la sopraelevata superstradale (ultima a destra nella foto) non comporterà interventi. Anche il ponte girevole delle ferrovie può essere rapidamente eliminato, raccordando semplicemente i fasci di binari già esistenti e che sabato saranno inaugurati. Le “porte vinciane” possono essere smontate e mandate in disfattura con generale sollievo. Ma c’è invece il grosso, davvero grosso problema dello sbocco a mare del Canale dei Navicelli, che è pur sempre un’arteria d’acqua navigabile e deve rimanerlo. Per farlo, non basta la “foce armata”, già programmata e finanziata. Occorre anche eliminare l’attuale ponte stradale che attraversa il canale per Tirrenia ed è troppo basso per far passare gli scafi destinati alla darsena di Pisa.
E qui casca l’asino. Perché tra Provincia e Regione si è discusso a lungo su un progetto di ponte-bis, da affiancare all’attuale con un’altezza maggiore sull’acqua e con la parte centrale mobile (tipo ponte levatoio), ma non si è andati oltre a un progetto di larghissima massima, fermandoci anche sul fronte dei finanziamenti. Il che significa che l’intero sogno di “tombare” l’ingresso in Darsena Toscana dello Scolmatore è condizionato a progetti difficilmente realizzabili, nel complesso, prima di un lustro. Sono tempi ancora compatibili con la piattaforma Europa, certo. Ma sulla cui certezza chi dovesse impegnasi per la gara – ora rinviata – non potrà non chiedere garanzie. Altrimenti rischieremmo l’assurdo di un mega-terminal containers (e anche ro/ro, e anche petroli, se il progetto andrà a compimento) collegato alla rete logistica nazionale da un esile capello. Gradiremmo essere smentiti.
A.F.

[/hidepost]

Pubblicato il
14 Dicembre 2016

Potrebbe interessarti

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio