Nell’economia della costa della Toscana decrescita demografica e speranze sul porto

Stefano Corsini e Riccardo Breda

LIVORNO – L’economia e il fattore umano, con la loro stretta interdipendenza. E’ il tema sviluppato dalla Camera di Commercio della costa toscana – Camera della Maremma e del Tirreno – nella quindicesima giornata dell’Economia delle Camere, con una articolata indagine presentata a Livorno. Va detto che la Camera, presieduta dal dottor Riccardo Breda e diretta dal dottor Pierpaolo Giuntoli, da mesi a questa parte ha potenziato il servizio studi e analisi con un team diretto dal dottor Mauro Siano e composto anche da Raffaella Antonini, Federico Doretti e Silvia Bartalucci. Va loro dato atto di un lavoro estremamente interessante e articolato, che non manca di qualche richiamo letterario. Come quando, analizzando il fattore anagrafico dell’area, s’intitola la chiara e costante decrescita della popolazione con una efficace espressione: “da giovani che eravamo”. In sostanza: ci sono sempre più vecchi e sempre meno giovani, malgrado l’apporto dell’immigrazione. E se per le imprese, dopo i picchi negativi degli anni passati, con la morìa di imprese sia nel grossetano che nel livornese, la situazione sembra in leggera ripresa, la decrescita demografica condiziona anche il comparto lavoro; con sempre più oneri sociali appesantiti dall’invecchiamento della popolazione, mancanza di stimoli creativi, rassegnazione. Ogni 100 giovani nel territorio ci sono 217 vecchi e il conteggio annuo vede costantemente più morti che nati. E ci sono i rassegnati: le “non forze di lavoro” hanno raggiunto nelle due province di Livorno e Grosseto le 100 mila unità (circa 61 mila inattivi su Livorno e circa 40 mila su Grosseto). Unica consolazione: siamo sotto la media nazionale, anche se di poco.

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