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Gli “ecologisti” di Pisa durissimi: sparano sulla Darsena Europa

PISA – Per qualcuno è il legittimo timore di un’area, quella turistica tra il Calambrone e Tirrenia a Nord del porto labronico, di sostanziali cambiamenti delle maree e di inquinamento. Per altri è più semplicemente l’ennesimo comitato NIMBY (Not In My Backyard). I fatti: il comitato “La Città ecologica” di Pisa, “ritiene che la promessa del presidente dell’Autorità Portuale di Livorno di cinque milioni di metri cubi di sabbia utilizzabili per il ripascimento del litorale pisano provenienti dal dragaggio del porto di Livorno per i lavori propedeutici alla realizzazione della Darsena Europa, costituiscano il classico piatto di lenticchie, per di più, considerato il luogo da dove vengono prelevate, molto probabilmente anche avariate”.

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La nota è durissima e prosegue in questi termini. “Non è pensabile scambiare un beneficio temporaneo con un’opera che produrrebbe per sempre i suoi effetti. La Darsena Europa è un’opera ambientalmente non sostenibile in sé e quindi da non realizzare. Basta guardare come sarebbe modificato il litorale per capire che è un’opera enorme, frutto di un’idea arcaica di presunto sviluppo, realizzato in spregio della natura e delle sue leggi. Sarebbero necessarie tonnellate di cemento e consumate quantità enormi di energia per la sola realizzazione senza contare l’inquinamento complessivo prodotto sia dalle navi che dal trasporto legato ad un aumento del traffico merci del porto. Il tutto inserito nella costa toscana, notoriamente votata al turismo. Gli effetti sulla costa pisana – continua il documento – potrebbero essere catastrofici, soprattutto se sommati agli effetti dei cambiamenti climatici con l’aumento di fenomeni atmosferici estremi e l’innalzamento del livello del mare. Questa a noi sembra l’emergenza del prossimo futuro ed a questa dovrebbero pensare dei governanti e amministratori responsabili. Altro che realizzare opere che appaiono in questo contesto di un’altra epoca ormai passata. Non è una questione di campanili, né è una battaglia politica tra destra e sinistra con sullo sfondo le elezioni regionali. Occorre a livello nazionale andare ad una precisa programmazione dei porti: non è possibile che tutti vogliano fondali a 18 metri dal momento che non ovunque è possibile realizzarli. Per Livorno la priorità è realizzare una migliore interazione con la ferrovia per aumentare la quota di merci su ferro, ora troppo modesta. La Città ecologica – conclude il documento – chiede che l’Autorità Portuale, invece di apparire come chi voglia acquistare a basso prezzo il consenso, contribuisca economicamente e in modo significativo a uno studio indipendente condotto da esperti di livello internazionale, scelti dal Comune di Pisa, sugli effetti ambientali dell’Opera.

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Pubblicato il
29 Febbraio 2020

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