Il Mare inizia qui

GENOVA – Con gli Stati Generali Mondo Lavoro del MARE, la tre-giorni dedicata all’economia marittima, trasmessa da Genova e accessibile a tutti in diretta online ha affrontato i temi al centro del dibattito: Welfare, sostenibilità e ambiente, sfide e proposte nel settore del Mare.

La salvaguardia delle risorse naturali del mare, la minimizzazione dell’impatto dell’economia marittima e la rigenerazione degli eco-sistemi sono i tre temi di urgenza che si sono ritrovati con un’unanimità imbarazzante. Perché imbarazzante? Perché – è stato detto – ne siamo responsabili tutti di questa grande risorsa naturale del mondo e, in particolare, del nostro Paese. Chi produce sul mare, chi trasporta sul mare, chi ospita sul mare, chi consuma il prodotto del mare.

Il mare inizia qui, dalle azioni di ogni giorno: è lo slogan che Alberto Cappato, direttore Innovazione Sviluppo e Sostenibilità Porto Antico di Genova, vorrebbe scrivere sui tombini di Genova, come già succede in alcuni porti del Nord. Non buttare un rifiuto nel mare, buttarlo sulla passeggiata a mare non cambia le cose; dove finirà, se non in mare? Il mare inizia lì, nelle azioni che si compiono tutti i giorni in una zona marittima, ma anche lontano dal mare.

Trenta anni fa il nemico era il petrolio, oggi sono le plastiche, specie le microplastiche che entrano nella catena alimentare facendo da tramite per altre sostanze inquinanti, e il cambiamento climatico che sta innalzando il livello del mare e determinando eventi meteoclimatici estremi a danno delle zone costiere. E non solo in Italia.

“Sono ministro dell’unico Governo che non vede l’ora che sparisca il proprio Stato”: Antonio Di Natale, segretario Generale Fondazione Acquario di Genova, biologo esperto già consulente dell’ONU, è stato nominato ministro di quell’enorme Stato costituito da isole di plastica distribuite negli Oceani del Mondo, che ormai – se aggregate – superano le dimensioni della Russia, 17 milioni di km2.

La bandiera blu è l’obiettivo, ma quello che conta è il percorso: A pochi giorni dall’annuncio di 6 nuove bandiere blu attribuite quest’anno rispetto al 2020 a località marine e lacustri, con ben 15 new entries che, a cambiare la storia di questa certificazione, almeno nella sua parte italiana, quest’anno arrivano soprattutto dal Mezzogiorno.

Per un’isola di plastica negli oceani, un’altra isola paradiso naturale alle Bahamas: è il caso di MSC Crociere, che per bocca del suo direttore Italy, Leonardo Massa, racconta la creazione di un paradiso naturalistico in un’isola noleggiata per 99 anni presso il Governo delle Bahamas. L’isola era una risorsa industriale altamente inquinata che durante gli ultimi quattro anni MSC ha bonificato e trasformato in un paradiso naturalistico, con tanto di area marina protetta costituita dal Governo delle Bahamas.

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