Ma in mare è tutta un’altra cosa

LIVORNO – Non è facile capire se la corsa in avanti di Cosco, con la nave elettrica fluviale, rappresenti davvero l’inizio di una nuova era anche per il mare o sia soltanto un ballon d’essai, una esercitazione di tecnologia fine a se stessa o quasi.

È certo che con la tecnologia d’oggi, programmare navi totalmente elettriche sulle distanze oceaniche – anche nell’ipotesi di cambiare interi container di batterie ad ogni porto toccato – sarebbe non solo economicamente insostenibile ma anche concretamente difficile.

Naturalmente Cosco non è un gruppo che vive di fantasie: anzi, è molto concreto ed economicamente attento.

E visto che la logistica sui grandi fiumi interni non è affatto marginale – basta pensare ai porti atlantici del Nord Europa ma anche ai canali come Suez e Panama – l’esperimento dei cinesi ha comunque un senso.

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