Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Flotte pubbliche tra pasticci e tribunali

ROMA – Impegnato (o distratto) dalla dura campagna elettorale appena conclusasi come tutti sapete, il Paese ha seguito poco, e certamente troppo poco, altre campagne in corso: in particolare quelle sulla privatizzazione di ciò che rimane della flotta pubblica italiana.

[hidepost]

La vicenda della Tirrenia, ma anche quella delle regionali, sembra la cartina di tornasole di un’Italia che nelle occasioni solenni parla tanto di shipping, di porti e di “continuità territoriale” con le isole, salvo poi lasciare che operazioni così delicate come la privatizzazione delle flotte pubbliche finiscano fatalmente nei tribunali amministrativi, dove a decidere alla fine sono solo e sempre i giudici. Il che la dice lunga sulla correttezza del sistema.

Per Tirrenia, com’è noto, la gara sembrava chiusa a favore dell’unico concorrente rimasto (Onorato, Grimaldi e Gnv), sia pure con tutti i “rumors” legati alle singolari rinunce di altri che fino a pochi mesi fa avevano promesso sfracelli pur di partecipare (Pascal Lota, per esempio). Adesso la faccenda è stata riaperta praticamente sul filo del traguardo, e se ne riparlerà domani, giovedì 19, forse anche con qualche sorpresa.

Per Toremar, la regionale toscana, il “pasticcio” creato dalla commissione è noto: prima l’assegnazione alla cordata di Salvatore Lauro, poi il ricorso di Moby e l’esclusione dalla gara del vincitore di prima battuta, Lauro & C., con il prevedibile e previsto (entro questa settimana) ricorso di quest’ultimo al Tar.

Per le altre regionali, siamo impelagati in varie soluzioni, non certo ideali. La Regione Sardegna ha deciso di fare cappotto e di prendersi la compagnia, la Sicilia sta facendo un tentativo più o meno analogo, eccetera. E la Commissione Europea minaccia ferrei controlli (e penali) se non saranno privatizzazioni vere. Insomma, ancora una volta un mare di distinguo e di soluzioni all’italiana sul nostro mare. Senza alcuna certezza che le cose possano risolversi in tempi stretti, con l’utenza disorientata e con i costi – malgrado le promesse – ballerini alla vigilia della stagione. Speriamo bene.

Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
18 Maggio 2011

Potrebbe interessarti

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio