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Monitorare il Mediterraneo

Tre giorni di lavori al LEM di Livorno sulle problematiche scientifiche e giuridiche – Il robot Hydra della Nemea – Le esperienze spagnole e i progetti

LIVORNO – Il mondo scientifico, sia universitario e dei vari istituti di ricerca, ha fatto il punto sulle problematiche del monitoraggio costiero nel Mediterraneo con una tre giorni di lavori, densi di relazioni, molte delle quali di valenza internazionale, nell’ambito del quinto simposio europeo dedicato.
Il presidente del LEM, nella fattispecie il neo-sindaco a Cinque Stelle del Comune di Livorno ingegner Filippo Nogarin, nel salutare i convenuti ha sottolineato l’importanza dei temi scientifici in programma: ribadendo l’impegno che l’istituzione Comune intende mantenere per la difesa dell’ambiente marino ma non solo; e ricordando infine di essere insediato da meno di una settimana, ha espresso la volontà di dare un’apposita delega all’ambiente marino a un componente del prossimo consiglio comunale.
[hidepost]Il comitato organizzativo del simposio (Massimiliano Bendinelli, Andrea di Ciolo e Rita Franchi per il LEM, Gianni Fasano e Alessandro Materassi per il CNR-IBIMET) ha fatto un notevole lavoro anche per adeguare la presentazione della location alle tematiche: grandi poster con le schede delle ricerche sul monitoraggio costiero in molte aree italiane, grafici sull’andamento dei fondali e le fenomenologie connesse, studi mirati sullo sviluppo sostenibile lungo le coste di alcune regioni italiane, insulari e del sud.
La prima giornata del simposio si è articolata su una dozzina di relazioni, risultato del lavoro dell’istituto di bio-meteorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Accademia dei Georgofili di Firenze, con il supporto tecnico-economico del LEM stesso, del Comune e dell’Autorità portuale. Nutrita ovviamente la parte scientifica, molto dettagliata quella sistemica, interessante anche per i meno tecnici la presentazione da parte di Nemea, azienda specializzata nei servizi informativi territoriali, del robot Hidra (presente anche in simulacro) capace di monitorare in maniera autonoma con guida remota le condizioni dei fondali e della colonna d’acqua. Sull’Hidra il Nemea conta molto per dare risposte significative in fatto di monitoraggi e ricerche alla pubblica amministrazione. Con basi ad Alghero e a Sanremo, la società è specializzata – come si legge nella sua brochure e come è stato detto nella presentazione di Hydra – nel fornire soluzioni, servizi e applicazioni GIS (geographic Information System) compresa la formazione professionale specializzata.
Tra i problemi più significativi emersi dal simposio, il compendio giuridico sulle concessioni demaniali marittime e le sue (enormi) complicanze ma anche le “incertezze definitorie della gestione integrata delle zone costiere.
Qualche esperienza extra-Italia ha arricchito il dibattito nel primo pomeriggio, come quella della Catalogna e l’uso e la dinamica del territorio nella costa di Barbate. Nella sostanza, tantissima carne al fuoco, sul piano scientifico e metodologico, anche se ai non specialisti è apparso in qualche passaggio difficile districarsi tra risultati concreti della ricerca, indicazioni metodologiche e semplici aspirazioni dei tanti istituti coinvolti.
Nelle due giornate successive all’apertura del simposio si è parlato in particolare dell’antropizzazione del paesaggio costiero, della produzione energetica in zone di costa con tanto di esemplificazioni dal vento, dalle onde e dalla corrente, di flora e fauna dei sistemi litoranei e di morfologia delle coste. Nel quadro dei lavori anche visite guidate al museo di storia naturale della Provincia, al museo Fattori e infine la premiazione dei tre poster più significativi sulle tematiche del simposio.

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Pubblicato il
21 Giugno 2014

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