Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

E a Livorno? Per favore darsi una mossa!   

LIVORNO – Qualcuno mi dirà quasi certamente che, non essendo un esperto, dovrei star zitto. Sutor, ne supra crepidam, (Calzolaio, non oltre la scarpa) avrebbe smoccolato Apelle nel famoso racconto di Plinio. E posso anche esser d’accordo.

Ma non c’è bisogno d’essere esperti per capire che nella vicenda dei bacini di carenaggio livornesi qualcosa non deve aver funzionato. Non mi schiero, con questo, a favore di chi sta riempiendo i giornali di manifestazioni, picchetti, proclami: quando si muovono con targhe partitiche, queste manifestazioni sono certo legittime, ma possono far nascere qualche dubbio, visto che c’è quasi sempre sottopelle la battaglia politica. Che esula da queste righe.

Ciò premesso, nel presentare la “fame” di bacini di carenaggio che esiste in Mediterraneo – vedi articolo qui a fianco – viene spontaneo chiedersi se nel disastro del bacino in muratura, che dura da oltre dieci anni, e nel “blocco” da quasi due anni del bacino galleggiante imposto dalla magistratura per la tragedia dell’“Urania”, sia tutto da considerare normale.

Per l’uno e per l’altro caso sono volate e continuano a volare parole grosse. Si sente dire che il bacinone (non ha mai avuto un nome) non è riparabile senza spenderci sopra almeno 70/80 milioni, cifra che sembra difficile da trovare nel pubblico e anche nel privato. Si sente dire che non hanno impedito lo scatafascio l’Autorità portuale, il gruppo Azimut/Benetti, la magistratura che era stata chiamata in causa, la prefettura come istituzione che rappresenta lo Stato e dovrebbe dunque tutelarne anche i beni.

Poi c’è l’altrettanto sciagurata vicenda del bacino galleggiante “Mediterraneo”. Che fu costruito in emergenza del cantiere Orlando, non è mai stato collaudato per la sua portata di progetto, è affondato nell’agosto del 2015 per il cedimento delle taccate dell’“Urania” e da allora, pur essendo stato rimesso a galla dalla Benetti, è sotto sequestro della magistratura per l’inchiesta.

Ci si chiede: possibile che un’inchiesta del genere debba durare quasi due anni, bloccando un bene indispensabile, mandando all’aria centinaia di impegni di lavoro, creando danni enormi per mancato utilizzo? Ci rispondono che ci sono state – e ci sono – difficoltà per i periti del tribunale ad entrare nel relitto della “Urania” per l’inchiesta. Mi domando (e qui confermo di non essere un esperto) come mai per entrare nell’albergo travolto dalla slavina in Abruzzo ci sono volute 48 ore, malgrado l’albergo fosse sotto migliaia di tonnellate di ghiaccio e le strade fossero bloccate, mentre stiamo aspettando un anno per entrare in un relitto di nave che tanto più pericoloso del tragico albergo non sembra. Della serie: per favore, possiamo darci una mossa, a chiunque spetti?

Antonio Fulvi

Pubblicato il
1 Febbraio 2017
Ultima modifica
25 Febbraio 2017 - ora: 12:55

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio