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Anticipi Iva altra tegola sul comparto

GENOVA – I più ottimisti sperano ancora in un ravvedimento. Ma l’allarme lanciato dal presidente di Fedespedi Piero Lazzeri la settimana scorsa, sulle novità introdotte dalle modifiche alla legge 106/2011 sull’Iva, non sembra lasciare scampo: l’esonero dall’anticipo dell’Iva riguarda ormai solo una piccola parte degli spedizionieri, cioè i titolari di status AEO (operatore economico autorizzato secondo una norma Ue) e coloro che sono espressamente salvati dall’art. 90 del testo unico delle leggi doganali. Per tutti gli altri, l’Iva va pagata subito quando la merce viene messa in deposito doganale.

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Lazzeri è stato chiaro nel suo amareggiato commento alle nuove normative. “Dovendo anticipare l’Iva, lo spedizioniere italiano parte svantaggiato a fronte del concorrente straniero, con un ovvio riflesso sui costi dell’operazione. Il che può spingere l’importatore a far arrivare la merce altrove, in porti concorrenti non italiani”. E in un’intervista al Secolo XIX di Genova, Lazzeri citava il caso di un traffico di pannelli solari che ha rinunciato a sbarcare in Italia scegliendo un porto della Grecia proprio perché alcuni paesi Ue, come quello greco, adottano discipline assai meno restrittive.

L’allarme di Lazzeri si riallaccia anche a recenti dichiarazioni del presidente dell’Autorità portuale di Genova Luigi Merlo, che ricordava la necessità per l’Italia di semplificare le linee guida nel settore dei trasporti in vista delle nuove normative Ue attese per il 2013. Stiamo invece andando, paradossalmente, verso ulteriori complicazioni degli adempimenti nella catena logistica. Facendo del male non solo agli spedizionieri ma all’intero Paese.

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Pubblicato il
24 Settembre 2011

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