Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Toremar, come sono vuote le navi…

Nella foto: Uno scherzoso invito al bar di bordo sul “Montomoli”.

Ci scrive un pendolare dell’Elba che viaggia sulla “Stenio Montomoli” da Piombino a Portoferraio:

Mi chiedo come ce la faccia una compagnia di navigazione come la Toremar a viaggiare con le navi semivuote ormai da mesi e mesi per effetto delle restrizioni di movimento del Covid. Io sono costretto a prendere almeno una volta alla settimana il traghetto “Montomoli” che prima si chiamava – mi pare di ricordare – Marmorica e che fu sottoposto anche a numerosi importanti lavori interni per renderlo più comodo. Ebbene, questa nave da mille passeggeri viaggia spesso con una quindicina di persone o anche meno: è più numeroso in sostanza l’equipaggio del carico pagante. Va un po’ meglio in stiva perché camion e furgoni devono pur arrivare in qualche modo per rifornire l’Elba. Ma basta alla compagnia per sopravvivere?

[hidepost]

*

Il viaggiare praticamente a vuoto non tocca solo al “Montomoli” sull’Elba. Il lettore si stupirebbe ancora di più se provasse il collegamento giornaliero con la Capraia, dove il “Liburna” – più piccolo del “Montomoli” ma sempre da 800 passeggeri – viaggia spesso con quattro o cinque passeggeri e un furgone o due. In tempi di Covid, quasi tutti i traghetti pax navigano a vuoto o quasi: ma sono obbligati a farlo perché si tratta di collegamenti nell’ambito delle normative per la “continuità territoriale” che garantiscono alle isole un ponte giornaliero con la terraferma. Questa garanzia comporta anche un contributo economico regionale, regolato da appositi contratti: di questi tempi non certo in grado di pareggiare i conti (solo di carburante le navi Toremar costano intorno ai 4/5 mila euro a volta) ma probabilmente da rivedere vista l’eccezionalità della pandemia. La Toremar cerca di risparmiare sugli uffici, dove molto personale è in cassa integrazione o lavora a casa, e si rifà (per quanto sono briciole) con i prezzi del bar di bordo, nettamente superiori a quelli di mercato. Ma ha ragione lei: è un momento di pesantissime rimesse economiche e non si sa quanto potrà durare.

[/hidepost]

Pubblicato il
24 Febbraio 2021

Potrebbe interessarti

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio