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Scolmatore, si draga

La Regione fa da collettore di fondi per 51 milioni di euro

Giuliano Gallanti

FIRENZE – All’improvviso sono saltati fuori, come i classici giochini a molla delle fiere, 51 milioni di euro che la Regione Toscana ha dichiarato di mettere a disposizione per “armare” e dragare la foce dello Scolmatore dell’Arno al Calambrone, in modo che sabbia e fanghi dello stesso non finiscano più in Darsena Toscana riducendone il pescaggio.

La notizia, subito amplificata dalla stampa quotidiana dopo le dichiarazioni dell’assessore regionale Luca Ceccobao e del presidente della Port Authority Giuliano Gallanti, è una notizia importante. E sembra l’indiretta reazione all’altra notizia – quella davvero ferale per il porto labronico – dell’ormai prossimo abbandono delle fullcontainers di Zim a favore di Genova. E’ noto che Zim lamentasse da anni gli scarsi fondali del terminal e specialmente della bocca sud del porto, dove le navi da 300 ed oltre metri sono in forte difficoltà specie nelle manovre di uscita. La “foce armata” del Calambrone non c’entra niente con la bocca sud, ma potrebbe risolvere l’insabbiamento costante della Darsena Toscana, dove da anni si formano “mammelloni” di fango portati dallo Scolmatore.

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Sia l’assessore comunale Bruno Picchi, sia quello provinciale Piero Nocchi, hanno apprezzato l’iniziativa della Regione. Partecipando all’incontro a Firenze del 1º giugno con l’Autorità di Bacino dell’Arno, i vari rappresentanti dei comuni minori, le Camere di Commercio e l’interporto di Guasticce, è stato fatto il conto delle risorse disponibili per dragare e “armare” la foce al Calambrone fino a 3,5 metri e approfondire poi tutto il canale a 2,5 metri fino all’interporto “Vespucci”: ci saranno i contributi finanziari delle Camere di Commercio di Livorno e Pisa, dell’Ente Bacini, delle due Province e dei Comuni. L’Autorità Portuale di Livorno ha promesso di anticipare i tempi avviando intanto il dragaggio delle sabbie alla foce, destinate quasi certamente a finire nella vasca di colmata attuale.

Rimane il problema dei tempi. Perché solo la parte burocratica, tra progetti di dettaglio, autorizzazioni, varie Via eccetera, richiederà probabilmente dei mesi. Almeno.

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Pubblicato il
8 Giugno 2011

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