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Ballo a corte Rossi-Nogarin e le utopie

LIVORNO – Al di là di ogni considerazione di metodo, c’è chi considera il braccio di ferro sul piano regolatore del porto avviato dal sindaco di Livorno con il governatore della Toscana qualcosa di simile al più disinvolto dei baratti politici: io ti do l’OK al piano, che ti da una bella spinta alla riconferma nelle prossime elezioni regionali, e tu mi garantisci l’OK alla nomina del mio candidato (della mia candidata) per la presidenza della Port Authority alla scadenza, anch’essa prossima.
[hidepost]Un ricatto? Via, non esageriamo: chi ha detto, a ragione, che la politica non ha l’etichetta di un ballo a corte?
Più del metodo dunque, bisogna capire quanto il gioco sia pericoloso per il porto e per le sue aspirazioni. Non tanto per il nome in ballo (o per i nomi: non dimentichiamoci che nella terna è stato indicato tre volte Giuliano Gallanti, due volte Luciano Guerrieri e una volta Nicoletta Batini, che il sindaco Nogarin invece vorrebbe Uber Alles) quanto perché si sta giocando duro su tempi sempre più stretti per l’approvazione del nuovo piano regolatore del porto. E ci sono solo una manciata di giorni prima che tutto il complesso sistema dei finanziamenti (promessi) finisca per saltare. Trascinando nella caduta le aspirazioni di Livorno di rimanere (o meglio: di diventare) un “core port” del sistema europeo nel Mediterraneo.
Strategicamente parlando poi, la battaglia tra Nogarin (sindaco a 5 stelle) e Rossi (governatore della Toscana “diversamente renziano”) sembra dimenticare un presupposto fondamentale: quello che se e quando passerà la riforma della legge 84/94 (e da settimane si dice che è questione di giorni…) quasi certamente le Autorità portuali saranno assai meno, verranno accorpate per criteri “funzionali” e ci sarà una rivoluzione anche nei loro organi direttivi, con i presidenti non più scelti dal farraginoso e politicizzato sistema delle terne degli enti locali, ma direttamente di nomina dal ministro. In sostanza: Nogarin chiede a Rossi un impegno che anche volendo – ed è difficile che Rossi voglia, se anche sarà confermato – il governatore potrebbe mantenere.
E allora? Personalmente posso pensare tutto del sindaco Nogarin, meno che sia un cretino che non capisce quanto abbiamo appena scritto. Certe cose le sa benissimo anche lui. Forse non le sanno bene, e non le capiscono a fondo, quelli del suo gruppo consiliare che si sono piccati a mettersi di traverso alla piattaforma Europa (troppo cemento, le gru guastano il paesaggio sul mare, passeranno troppi camion, la deviazione delle correnti guasterà le spiagge di Tirrenia: se ne sono sentite di tutte…) e forse Nogarin deve tenere a bada anche loro. Le ipotesi sul perché il sindaco stia tirando tanto la corda sono molteplici. Però siamo davvero al pericolo che alla fine salti tutto. Nessuno vuol credere che entrambi i contendenti di questa faida politico-istituzionale ignorino i rischi di una rottura. Ma è, fuor di ogni dubbio, un brutto spettacolo : anche se nessuno ragionevolmente poteva aspettarsi i delicati volteggi di un ballo a corte.
Tutta la vicenda comunque potrà essere giudicata nella sua complessa articolazione solo a bocce ferme: che oggi non lo sono affatto. In queste ore si sono svolte commissioni consiliari, un consiglio comunale, un incontro a Firenze tra Nogarin e il segretario di Rossi, un vertice al MISE con Gallanti per l’accordo di programma. Ce n’è per tutti e per tutti i commenti: compresi i “dietrismi” su certi scontri di interesse che metterebbero l’un contro gli altri armati i sostenitori del porto-containers con quelli del porto ro/ro, in una diatriba che finirebbe per non comprendere nemmeno l’ovvia soluzione di uno sviluppo parallelo e soddisfacente per entrambi i comparti. E che non sembra tener di conto i lavori in corso d’opera per dare un assetto nuovo anche ai gruppi di potere portuali: con l’ormai prossimo ingresso della New-Co tra Neri e Negri nella Cilp, in vista quasi certamente della sospirata gara per la piattaforma Europa. Un marasma? Tutt’altro: ci piace leggerlo come un segno di rinnovato dinamismo del porto dopo anni ed anni di più o meno rassegnata ruminazione. Sempre che alla fine si trovi la quadra dello sviluppo: possibilmente tutti insieme appassionatamente. O è solo un’utopia?
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
14 Marzo 2015

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