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Su WiderMoS e gigantismo navale due temi e le risposte da La Spezia

Come i porti italiani e non solo stanno affrontando entrambe le sfide – I servizi ferroviari e la velocizzazione del trasporto merci nell’ultimo miglio – LSCT e il “confine dei giganti”

LA SPEZIA – Le problematiche “a doppio binario” della portualità europea sono state messe a confronto la settimana passata dalla conferenza internazionale sul progetto WiderMoS, ma anche dalle iniziative del più vivace terminal container dell’alto Tirreno, il LSCT del gruppo Contship, per potenziare il parco delle portainers di banchina in relazione alla crescita dimensionale delle navi. E Federagenti ha anche reso noto il programma di un significativo workshop che si terrà a Roma con la Confcommercio (Sala Orlando, piazza Belli) il 16 dicembre sul tema “Il confine dei giganti”, proprio sul gigantismo delle portacontainers e le relative scelte dei porti.
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Lorenzo Forcieri

Due temi, cabotaggio e gigantismo, che hanno visto il porto spezzino, l’Autorità portuale di Lorenzo Forcieri, il terminalista LSCT e il cluster internazionale, in stretta sinergia. Ed è stato chiaro anche nell’intervento del presidente Forcieri collegare l’importanza del progetto WiderMoS (che ha come focus le Autostrade del Mare, ovvero l’acronimo Motorways of the Sea) con la necessità di sviluppare non solo la tratta marittima e le banchine, ma anche e specialmente “l’ultimo miglio”, l’ingresso e l’uscita delle merci dai porti, e il vettore ferroviario su cui tra l’altro La Spezia è probabilmente ad oggi leader nazionale nella percentuale delle merci che lo utilizzano.
La conferenza spezzina, di cui abbiamo recentemente pubblicato il programma, ha avuto un valore che va molto al di là dei singoli, pur rilevanti, interventi. Da sottolineare quanto José Anselmo, coordinatore europeo del MoS, ha ricordato nel suo intervento: “Il vettore marittimo non è solo rilevante per il fattore economico – costa molto meno a miglio che il vettore terrestre, sia gomma che ferrovia – ma anche e specialmente sul piano della difesa ambientale e della qualità della vita delle popolazioni”. A sua volta Michele Giromini, amministratore delegato di LSCT, ha incentrato il proprio intervento proprio sulla necessità di sviluppare ulteriormente la tratta terrestre del ciclo logistico: “Dopo i rilevanti investimenti di Contship sulle banchine e sulle strutture portuali – ha detto Giromini – abbiamo affrontato anche il tema dell’ultimo miglio con l’implementazione del servizio ferroviario (Contship ha una sua società di manovra con Autorità portuale e Fs, “La Spezia Shunting Railways”) che va oltre la semplice constatazione della scarsità di spazi portuali. Tanto che il terminal spezzino vanta un fattore di utilizzo delle aree di 4 teu/mq contro la media nazionale di 1,2 teu/mq”.
Coordinato dall’Autorità portuale di Forcieri, il progetto WiderMoS ha coinvolto come noto quattro paesi e cinque porti. Ma dalla conferenza spezzina è emerso con chiarezza che il tema dello Short Sea Shipping ha rilevanza assai più estesa, avendo visto interventi di eccellenza anche sulle realtà degli Stati Uniti, dell’intero continente americano e delle proiezioni prossimo-future anche sull’espansione del trading verso i paesi in via di sviluppo. Rimane da capire quanto dell’importante massa di progetti, di proposte e anche di indirizzi europei emersi dalla conferenza, sarà recepito dall’Italia che legifera. E specialmente, in quali tempi.
A.F.

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Pubblicato il
4 Novembre 2015

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