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Povera lingua italiana maltrattata…

Quasi in contemporanea ci sono arrivate due mail da differenti lettori, che lamentano l’una veri e propri sfondoni della lingua parlata, specie alla TV ma anche sui giornali, l’altra l’alluvione di lettere maiuscole anche per normali soggettivi ed aggettivi nei racconti specie delle riunioni ma anche nei testi ufficiali. Siamo costretti a riassumerle così:

Ma possibile che nessuno abbia insegnato mezzibusti della TV, ma anche a qualche giornalista della carta stampata, che con il termine di “imbarcazione” non si può indicare genericamente anche una nave o un natante, ma che secondo legge il natante è uno scafo non immatricolato fino a 10 metri fuoritutto, un’imbarcazione è da 10,1 metri a 24 metri e infine una nave è quando viene superata questa lunghezza?

Ma possibile che in italiano oggi abbiano la maiuscola tutti i sostantivi. Specialmente gli aggettivi, anche se non sostantivati? Una commissione ministeriale diventa nei resoconti Commissione Ministeriale, un sindaco è Sindaco, un generico documento è Documento, eccetera…

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Non siamo linguisti e le nostre scuole dove si insegnavano queste regole risalgono a quando in classe stavamo con il grembiule: ma non ci piove che le maiuscole erano dovute solo ai nomi propri, e non alle cariche o a ogni sostantivo… Come non esisteva l’orrenda moda del virare al femminile cariche generiche: la ministra, l’assessora, la commissaria, l’avvocata… Per alcune professioni si è sempre usato anche il declinare al femminile certe cariche: la professoressa, l’avvocatessa, oppure la maestra invece del maestro, la casalinga come termine unico (il casalingo non è previsto, anche se esiste sempre di più) eccetera. Infine siamo all’assurdo – per quanto ci riguarda – anche la discriminante sui genitori: non padre e madre ma genitore uno o due (ma chi è l’uno, il più importante?). Amara ma in certi ambienti quasi realistica la vignetta allegata sui nonni.

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Pubblicato il
29 Settembre 2021
Ultima modifica
30 Settembre 2021 - ora: 11:47

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