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Porto congelato a Livorno Cgil all’attacco

LIVORNO – Le regole, le scelte, i silenzi più o meno imbarazzati (e imbarazzanti). Dopo mesi di “quasi” catalessi, la fine di agosto ha di colpo scatenato sul porto labronico un dibattito che ha investito non solo il non fare, ma anche il fare: ovvero il fatto.
[hidepost]Nella fattispecie: la ormai famosa ordinanza di sospensione di alcune imprese per comportamento ritenuto illecito sui rizzaggi a bordo. Il segretario generale dell’Authority Massimo Provinciali si è assunto, con ammirevole correttezza, tutte le responsabilità di quello che ha chiamato “un disguido procedurale”. Ma pare che il suo chiarimento – pubblicato sul numero di sabato scorso – non abbia chiarito: e c’è chi minaccia un putiferio nella prossima commissione consultiva, sottolineando che la stessa commissione non ha mai votato per la sospensione tout court. Insomma, cerchiamo di chiarirci.
Ma se questo può apparire un pur non trascurabile dettaglio, l’attacco diretto sia all’Authority che alla Regione Toscana da parte della Filt-Cgil segna una svolta nuova nei rapporti tra poteri sulle banchine. Claudio Picchiottino, segretario generale e Simone Angella, segretario della sezione porto della Cgil livornese, hanno ricordato che mentre sul porto di Livorno si continua a sussurrare di grandi lavori – compreso il raccordo ferroviario potenziato per il terminal TDT che come il coro dell’Aida canta da anni “Partiam, partiam…” ma non parte mai – a Genova è arrivato un finanziamento di 4 miliardi dall’UE per impianti tecnologici e ferroviari da completare entro il 2015: il che darà – dicono i sindacalisti – un definitivo colpo di grazia a molti traffici cui Livorno aspira. Ricordando anche che Trieste a sua volta opera con cento treni blocco alla settimana grazie alla sua scelta di potenziare la ferrovia. Sculacciate a tutti dalla Cgil anche sui SIN e il balletto – di cui già parlammo – tra ministero e Regione. L’incontro al ministero, che doveva essere decisivo per “svelenire” i divieti sul SIN di Livorno, si è rivelato uno stanco passaggio burocratico, assenti sia gli amministratori livornesi che coloro che contano in Regione.
C’è stata, è vero, una pronta risposta al documento Cgil sia dall’Authority di Giuliano Gallanti sia dalla Regione. Che in sostanza afferma di essere entrambi i problemi all’attenzione massima: e che niente, in sostanza, è perduto. Ma sua volta la Cgil ha replicato con parole insolitamente dure. “La riunione sui SIN del 7 agosto – dice una ulteriore nota – è stata messa in piedi d’urgenza per recuperare il danno causato, ma i risultati ancora non si vedono. Sulle infrastrutture ferroviarie del porto poi e sulla documentazione relativa che va implementata – scrive la Cgil – “abbiamo avuto solo una ripetizione balbettante di quanto abbiamo sentito nei mesi scorsi; e il tempo stringe”.
Nella sostanza, la Cgil ribadisce il suo duro giudizio: “Il porto di Livorno è in una fase di congelamento”. Due giorni fa c’è stata una conferenza di servizi in Comune proprio sul porto, con l’ennesimo punto sulla pianificazione “che procede” e sulle pratiche “che sono a buon punto”. Ma intanto si avvicina la stagione 2014, il porto rinvia di mese in mese l’ingresso delle grandi full-containers, le strutture non cambiano e sul terminal crociere meglio calare un velo pietoso. Che Picchiottino ed Angella non abbiano poi tutti i torti?
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
4 Settembre 2013

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