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Ed a Piombino altro semestre per Guerrieri

PIOMBINO – Forse è la terza conferma, se non la quarta (facile perdere il conto, in questo marasma): comunque sia, Luciano Guerrieri è stato prorogato come commissario governativo dell’Autorità portuale di Piombino, sembra per altri sei mesi.
[hidepost]Guardacaso, gli tocca gestire il porto fino a settembre, quando – anche secondo quanto sostiene qui sopra Nereo Marcucci – si affronterà finalmente la vera riforma dei porti.
La conferma di Guerrieri non è un dettaglio secondario. Premesso che la politica che conta è tutta inchiodata in attesa dell’esito delle elezioni di fine maggio, lo scenario che potrebbe aprirsi dopo l’estate, quando la riforma dovrebbe ripartire, è quello di due porti toscani, Livorno e Piombino, che si avviano a diventare ragionevolmente un unico “sistema”. So bene che è riduttivo impostare il problema sul chi potrebbe essere il timoniere del “sistema” in questione: dalle “terne” sono usciti i nomi di Giuliano Gallanti, Luciano Guerrieri e Nicoletta Batini, ma c’è da chiedersi quanto varranno a settembre queste “terne”. Potrebbe essere un mondo della logistica italiana ed europea tutto nuovo quello che si presenterà alle soglie della riforma. E non è detto che le volpi che si sono tanto agitate di questi tempi – per cercare supporter, per accreditarsi, per sgomitare tra il volgo e l’inclita – alla fine non facciano la fine secondo la celebre battuta su Andreotti: tutte le volpi presto o tardi finiscono in pellicceria.
Che il tema sia serio e vada ben oltre le battute è evidente. Metà dei porti sono commissariati e a breve arriverà un’altra ondata di scadenze, anche su porti davvero vitali come Genova, Civitavecchia eccetera. Per rimanere nell’ambito toscano, stiamo assistendo a un gioco al massacro – almeno sul piano della politica – sulle ipotesi di crescita di Livorno (piattaforma Europa sotto tiro, ovviamente per cercare di “azzoppare” Gallanti) mentre Piombino sta facendo il pieno assoluto di progetti di investimenti privati, tanto che lo stesso Guerrieri si dice paradossalmente preoccupato perché tra poco non avrà più spazi sufficienti a rispondere alle richieste. Significativo che oltre ai grandi gruppi mondiali (algerini, giapponesi e cinesi in pole position) stiano correndo a Piombino anche i livornesi. Come il gruppo Neri – tra i più dinamici del momento anche in chiave internazionale – che con Saipem ha ottenuto 110 mila metri quadri per il già annunciato grande centro di demolizione e refitting navale, sostituto del “tradimento” subito da Piombino sulla Concordia. Ma è solo uno dei tanti. Nell’amaro sospetto che il porto di Livorno non abbia ancora ben capito di navigare – volente o nolente – verso un “sistema” con la sua ex-periferia di serie B; dove la guida spetterà a chi avrà più peso, più strutture, più progetti finanziati dai privati nella crescente stitichezza dei finanziamenti pubblici.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
9 Maggio 2015

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