Calo record dei Teu, agguantano passeggeri e (per ora) auto nuove

Perché hanno tenuto le auto – Tra i terminal containers, solo Lorenzini ha segnato un incremento – La crescita sui traghetti per le isole maggiori compensa la caduta delle crociereLIVORNO – I traffici del porto nel 2009, forniti dall’Authority di Roberto Piccini nell’ultimo comitato portuale, da una parte confermano la generale caduta delle merci in arrivo e in partenza; ma dall’altra indicano a sorpresa che alcuni settori hanno tenuto e un paio hanno migliorato il business.
Vediamo le cifre: il movimento complessivo delle merci sulle banchine livornesi ha toccato 26 milioni e 766 mila tonnellate, con un calo del 21,3% sull’anno precedente. Calo superiore a quello registrato dal primo porto d’Italia, Genova (-12,4%) ma inferiore a quello di La Spezia (-23%) e di Ravenna (-27,8%) tanto per fare paragoni. Il porto di Marsiglia naviga sopra tutti con 83 milioni di tonnellate (-13%) seguita da Valencia con 57 milioni (-3,3%). Genova è al terzo posto.
Andando a valutare le varie voci merceologiche, si nota subito che il generalizzato calo dei contenitori (-24%), dei rotabili (-10,6%) e anche dei croceristi (-6,3%) si scontra con due eccezioni: l’aumento dei passeggeri nelle navi-traghetto (+5,9%) e specialmente con lo sbarco delle auto nuove (+ 6,3%) che costituisce la maggior sorpresa. Spiegata dagli esperti con il fatto che nella seconda metà del 2009 sono nettamente cresciute le importazioni grazie agli incentivi varati dal governo italiano per la rottamazione delle vetture più vecchie. Ne consegue che, finiti in questo gennaio gli incentivi, gli sbarchi sono di nuovo diminuiti e si teme un 2010 da questo punto di vista assai magro.
In valori percentuali sulle merci transitate in porto, la parte del leone nel 2009 l’hanno fatta i rotabili e ro/ro, cioè i camion e semirimorchi delle navi traghetto, che rappresentano il 35,9% del totale. Seguono le rinfuse liquide (in particolare greggio e gas liquefatto) con il 27,9% e quindi i contenitori con il 25,7%. Ovviamente si tratta di percentuali dei quantitativi, perché in termine di valore-lavoro i contenitori sono di gran lunga più importanti, generando una ricaduta di lavoro in porto maggiore delle altre voci. E i containers in termini di unità sono passati da 778 mila teu del 2008 a 592 mila del 2009.
Da rilevare che in quest’ultimo settore il principale terminalista, TDT, ha perduto il 22,4%, la Sintermar ben il 59% (ma alla fine dell’anno Sintermar è passata ad altre tipologie, le auto allo sbarco), la Cilp ha perso il 15,1% mentre LTM ha cominciato nell’anno e registra quindi in attivo 5 mila teu. In netta controtendenza il terminal Lorenzini che ha fatto il boom con un incremento del 27% dei containers. Per rimanere nel campo dei containers, il mese peggiore è stato il febbraio 2009 con una caduta del 38,1% nell’intero porto. A dicembre la perdita si è ridotta allo 0,4%, il che lascia sperare bene per questo 2010 malgrado i segnali contrastanti.
E ancora nei containers, la notizia peggiore è che nel 2009 Livorno è il porto del Mediterraneo che ha perduto di più in percentuale (-24%) salvo Barcellona (-29,2%). Segni positivi ma assai modesti per Valencia e Marsiglia mentre tra i porti di transhipment fa colpo l’aumento percentuale di Cagliari (+168%) contro il calo di Gioia Tauro (-17,6%) e del “campione” del Mediterraneo Algeciras (-8,5%) che tuttavia mantiene il primato con più di 3 milioni di teu.
Lapidario il commento di Roberto Piccini nel presentare i dati del 2009. “Stiamo pagando una serie di problemi infrastrutturali che ci tiriamo dietro da anni – ha detto – e sui quali abbiamo finalmente messo mano, dai dragaggi al piano regolatore del porto. E grazie alla ritrovata unità d’intento con le istituzioni del territorio sono certo che il prossimo futuro ci vedrà di nuovo protagonisti di una buona crescita”.

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