La “guerra” del Marisabella

BARI – “La Comunità di migliaia di lavoratori del porto di Bari’ – si legge in una dura nota con le firme dei principali gruppi di lavoro portuali – è stanca di leggere pretestuose iniziative che hanno ancora una volta l’obiettivo di ritardare se non proprio fermare per l’ennesima volta il progresso dei lavori di Marisabella nel porto di Bari.

“Chi respira l’aria del porto da decenni e ne trae il proprio sostentamento – continua la nota – sa che la polemica derivante da una interrogazione parlamentare di un deputato di Olbia (sic!) che probabilmente non è familiare con le problematiche del porto di Bari, su un’opera in via di completamento (l’area di Marisabella), sembri interamente dovuta nel migliore dei casi ad una incerta conoscenza dei fatti.

“Di vero c’è solo che un sedicente comitato abbia da anni dichiarato guerra ai progetti di ammodernamento e di dotazione di infrastrutture di cui aveva grande bisogno il porto di Bari per competere con le più aggressive (e meno ostacolate) realtà dei porti viciniori, oggi e per il futuro. Le opere di Marisabella, da molti decenni infatti sono state progettate e solo con il decisivo impulso dell’attuale Autorità di Sistema Portuale, che le ha caparbiamente difese e riproposte nelle tante selve burocratiche e procedurali nelle quali i lavori si erano finora impaludati, nel più assoluto rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti (per quanto ci consta), stanno finalmente vedendo la luce.

“Oggi, tuttavia, una nuova palude si sta formando su Marisabella, su pervicace iniziativa di un gruppuscolo di soggetti, per non meglio precisati fini – naturalmente ammantati da ragioni pseudo-ambientaliste e/o pseudo-urbanistiche è che si richiama maldestramente nel nome al porto di Bari pur non avendo nulla a che fare con esso, per quanto ci risulta, né conoscendone punto le necessità.

“Leggiamo infatti nell’interrogazione presentata – continua la nota – che al redattore risulterebbe “quantomeno improbabile quanto questa opera di colmata possa essere quel volano di sviluppo economico tanto sbandierato” ; il che non ci stupisce affatto, poiché non ci aspettiamo assolutamente che un soggetto avulso dalla realtà del porto di Bari e della terra di Puglia possa comprendere, senza adeguata formazione e informazione, peraltro facilmente reperibile, quanto di tale opera ci sia una sentita esigenza che grida giustizia al cielo da oltre 40 anni.

Leggiamo poi che apparirebbe, all’estensore dell’interrogazione “inspiegabile come la stessa Autorità possa presumere di pianificare il porto di Bari in maniera avulsa dai porti del sistema, conservando in sé tutte le funzioni possibili di un porto, da quella crocieristica a quella del trasporto viaggiatori, dal trasporto “Ro-Ro” a quello delle merci, da quello piccolo a quello di grande tonnellaggio” il che rende a ns. avviso chiaramente evidente come tali dubbi provengano dalla presumibile mancata conoscenza della storia e delle attività del porto di Bari, così come ci sembra evidentemente oscuro per chi li nutre la conclamata vocazione polifunzionale del porto di Bari, ormai consolidata da decenni.

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