Tempo per la lettura: 2 minuti

Israele e Libano, quasi pace per il gas

HAIFA –

È una “quasi pace” ma con conseguenze che potrebbero essere importanti: l’accordo 🤝 per estrarre il gas dai ricchi giacimenti dell’Est Mediterraneo, siglato tra israeliani ed Hezbollah libanesi con la mediazione Usa, consentirà ad entrambi di estrarre il gas anche nei confini contessi.

E alla lunga sarà un prodotto destinato anche alle imprese italiane.

Ormai gli americani – ha scritto il Corriere della Sera – sembrano considerare infattibile il progetto East Med, duemila chilometri di tubature tra Cipro, Grecia, fino all’Italia. È più probabile che le estrazioni israeliane vadano in Egitto e da lì vengano trasportate liquefatte via nave. Il governo del premier israeliano Lapid deve riuscire a ratificare l’accordo entro la fine del mese, il primo novembre si vota.

È una corsa contro il tempo: il parlamento ha due settimane per discutere i dettagli, due petizioni sono state presentare alla Corte Suprema per bloccare tutto.

👤 Bibi Netanyahu, capo della destra all’opposizione che spera di tornare al governo, ha già annunciato di essere contrario e di voler cancellare la firma dovesse riprendersi il potere («è una capitolazione a Hezbollah»).

Prima di sapere quanto valga il giacimento ci vorranno mesi – dicono i tecnici – e per sfruttarlo anni. È però immediata la speranza che serva a risollevare l’economia libanese disastrata e chiuda un periodo di attentati e di uccisioni. 

L’intesa tra le nazioni che non hanno rapporti diplomatici – Israele ha occupato il Sud del Libano dal 1982 al 2000, con Hezbollah ha combattuto per 34 giorni di conflitto nell’estate del 2006 – potrebbe contribuire a alleggerire i problemi di approvvigionamento di gas verso l’Europa dopo le ritorsioni russe.

Pubblicato il
19 Ottobre 2022

Potrebbe interessarti

Proposta dal Bureau Veritas Italia come strumento di garanzia

“Safe container”, una certificazione

Per ridurre i costi della sinistrosità, 6 miliardi di dollari all’anno, l’attestato di sicurezza - Ogni 5 anni i controlli sui Teu dry e ogni 2,5 anni, per quelli cisterna per merci pericolose

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio