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Tra guerre e guerriglie

ROMA – Hamas contro Israele, Russia contro Ucraina, fondamentalismo islamico contro l’occidente: non si può certo dire che l’anno si avvia a una chiusura almeno indolore. In questi ultimi tempi, il rischio politico sotto diverse forme e in più paesi (Sri Lanka, Argentina, Niger, Gabon) è stato oggetto di notizia, anche nei paesi avanzati (Regno Unito, Francia, Stati Uniti). I rischi sociali e politici sono in aumento in un mondo sempre più incerto e instabile a causa del riassetto dello scenario globale e dell’emergenza climatica. Gli attentati in Francia, Belgio, Regno Unito e Stati Uniti sono, secondo gli esperti, una dimostrazione del nostro occidente sotto tiro.

Quanto alla sicurezza, che cosa dobbiamo aspettarci? Si osservava già nel 2022 una crescita del numero di conflitti, e un numero di vittime elevato. Mentre alcuni conflitti si sono affievoliti (Afghanistan, Yemen), ne sono emersi altri o si sono intensificati, come nel Nagorno-Karabakh in cui l’ultimo episodio, lo scorso settembre, ha messo in luce la persistente crisi di confine tra Armenia e Azerbaijan. Poi ci sono le elezioni in giro per il mondo: comprese le prossime europee, che possono cambiare gli scenari.

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In Africa, il numero di conflitti in corso – riferisce in questi giorni il sito dell’ONU – è quasi triplicato dal 2010.

Tale evoluzione è legata soprattutto alle lotte contro i gruppi jihadisti che operano in Burkina Faso, Mali, Niger, Ciad o Nigeria.

L’aggravarsi del contesto di sicurezza nel Sahel e le difficoltà nel contenere l’insurrezione islamista dal 2020 hanno giocato un ruolo anche nei recenti sconvolgimenti politici della regione. Dopo Mali e Ciad nel 2021, il Burkina Faso (per due volte) l’anno scorso, quest’estate il Niger è stato teatro di un colpo di Stato. E non sembra sia finita.

Un quadro sconfortante, dove chi opera nella logistica deve quotidianamente stare all’erta per il mutare delle regole e in molti casi per l’annullamento delle regole, specie all’Est.

La luce alla fine del tunnel? Con tutto l’ottimismo possibile, sembra legata solo alla soluzione negoziata dello scontro mondiale tra le grandi potenze economiche.

Unica consolazione: l’Italia se l’è cavata anche in condizioni più drammatiche. Forza. 

(A.F.)

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Pubblicato il
25 Ottobre 2023
Ultima modifica
27 Ottobre 2023 - ora: 10:30

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