Gianni Moscherini: de profundis alle Port Authorities

Gianni Moscherini
CIVITAVECCHIA – C’è chi l’ha bollato da sempre come una pecora nera. Chi semplicemente ha riconosciuto che è difficile farlo stare nel coro. Ma se qualcuno credeva che fosse cambiato nella sua carica di sindaco di Civitavecchia, con le sue ultime uscite Gianni Moscherini s’è guadagnato di nuovo l’appellativo di “rompi-schemi”. O se preferite di rompiballe, che è quasi lo stesso.
Se ne riparla, in ambito portuale, perché nell’ultima riunione dell’Anci – l’associazione dei Comuni italiani, sottosezione dei comuni sedi di porto – Moscherini ha fatto un intervento dirompente, totalmente dissacratorio nei confronti delle Port Authorities e di molti comuni. In sostanza: le Authority portuali così come sono non servono a niente, anzi sono pressoché parassitarie; che pretendano di aver soldi dallo Stato per funzionare è qualcosa più che ridicolo, anzi è scandaloso; che si continui a sperare in una distribuzione di Manna dal cielo attraverso la riforma della riforma è fuori da ogni concetto realistico. Signori dei porti – ha aggiunto in sostanza l’ex presidente dell’Authority di Civitavecchia – datevi una svegliata e cercate di essere imprenditori almeno nelle idee, altrimenti andrete poco lontano.
Il Moscherini-pensiero per un’alternativa vincente? Niente più Authority di porto bensì Authority di sistema logistico. Poche – non più di una mezza dozzina – strettamente responsabili anche degli sviluppi dei collegamenti stradali e ferroviari, degli eventuali interporti (che in Italia ormai sono una caterva, ma pochissimi davvero funzionali e funzionanti al Sistema Paese) e capaci di produrre ricchezza per il territorio. E Interporti, l’associazione delle Authorities? “Bisognerà che capisca che cosa vuol fare da grande”. Come a dire: caliamo un velo pietoso…
A.F.

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