Confitarma rinnova i vertici e Aponte critica i caricatori

Giovedì l’assemblea a Roma per il dopo Coccia – L’armatore di MSC condanna la fine delle conferences e ipotizza noli più cari – Navi più grandi, arriva anche “Zim Rotterdam” da 10 mila teu

Gianluigi Aponte

ROMA – Confitarma si avvia a rinnovare finalmente il suo vertice, dopo il “congelamento” avvenuto l’estate scorsa, dell’attuale presidente Nicola Coccia con il prolungamento del suo mandato fino ad oggi. L’assemblea elettiva è stata convocata per giovedì prossimo 18 marzo, una volta raggiunto finalmente – si dice – l’accordo sul nome del suo successore. Che sarà appunto eletto giovedì, salvo (imprevedibili) colpi di coda di qualche settore.

Per gli armatori, e non solo quelli italiani, il momento è difficile. La crisi ha colpito duro, tanto da modificare molti assets, spingere a joint-services compagnie storicamente concorrenti, e togliere dal mercato anche qualche antico nome.

Ed ha colpito tanto duro che anche armatori sulla cresta dell’onda e tradizionalmente silenziosi, come Gianluigi Aponte, hanno voluto togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Riferendo l’intervento dell’armatore italo-svizzero al battesimo di “MSC Magnifica”, il Financial Time di Londra ha messo l’accento su alcune frasi che – come riferito da molti siti web – stanno facendo letteralmente il giro del mondo. “I caricatori non sono poi tanto furbi – ha detto Aponte – e la loro insistenza con l’UE per abolire le conferences sta creando una grande instabilità nel comparto, con riflessi sull’intera economia mondiale”.

In sostanza, l’abolizione delle conferences sancita dall’UE all’inizio del 2009 cedendo alle pressioni dei caricatori – sostiene Aponte – ha scatenato una guerra al ribasso che complice la crisi ha fatto passare i noli per Teu da 350 dollari a 1500; noli che adesso, con i primi segnali di ripresa, potrebbero crescere ancora fino a raddoppiare, non essendoci più uno strumento di autoregolazione come erano le conferences degli armatori.

A quella che Aponte ha definito come scarsa lungimiranza delle lobbies dei caricatori, fa da contraltare però – sempre secondo il titolare del maggior gruppo armatoriale mondiale dopo il danese Maersk – la tenuta dei principali armatori. “Io credo che alla fine della crisi – ha detto Aponte – i gruppi più strutturati sapranno uscirne più forti ed efficienti. E credo anche che entro quest’anno tutti i grandi gruppi – riferisce ancora il Financial Time – saranno in grado di recuperare le loro perdite”.

Non a caso MSC continua a investire in navi, sia da crociera (un comparto che non conosce crisi) sia fullcontainers, puntando sui colossi post-panamax che ormai potranno presto passare nei principali stretti (Panama e Suez) senza limitazioni fisiche. E su questa strada MSC è seguita anche da altri grandi gruppi, come Maersk e anche Zim, che proprio di recente ha preso in consegna la sua sesta unità da 10 mila teu, la “Zim Rotterdam” lunga ben 349 metri e larga 46. E siamo a quanto pare solo all’inizio di una nuova era di rilanci, visto che l’economia e la produzione delle due “tigri” asiatiche, Cina e India, sta ripartendo a razzo con crescite all’export registrate a febbraio superiori al 20%. Da vedere semmai – dicono i più prudenti – quanto il Mediterraneo riuscirà a intercettare di questa ripresa e quanto invece sarà destinato agli emergenti mercati di consumo dell’Africa sud-equatoriale e dell’America Latina.

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