Tre miliardi in un siluro contro Contship

LIVORNO – L’Osservatorio permanente sulle problematiche portuali da venerdì scorso non è più permanente: e per essere esatti non è più nemmeno l’osservatorio.

L’Osservatorio – ha detto il presidente dell’Authority Roberto Piccini “ha esaurito il suo iter” e grazie anche ai chiarimenti – forniti in particolare dal presidente di Contship Terminals Ravano con una delle (tante) lettere scambiate in questi giorni con Piccini – le istituzioni hanno preso atto che non è in discussione né il terminal Darsena Toscana, né l’alleanza tra Contship e Compagnia portuale. A dire il vero sull’alleanza così come è stata fino a ieri sono in pochi a volerci credere: ma nessuna delle due parti vuol prendersi subito la colpa di una eventuale crisi. E anche alle istituzioni fa comodo che l’Osservatorio – imposto come noto da una parte del sindacato, che ne ha assunto all’interno una specie di primogenitura – chiuda la baracca e non le coinvolga più in diretta su una questione che ogni giorno sembra più di lana caprina.

“Adesso è il tempo di riflettere su quanto è avvenuto – ha detto Piccini nella riunione che ha liquidato dell’Osservatorio – e di lasciare ai legittimi tavoli le questioni che esulano dai compiti istituzionali: al sindacato le problematiche sindacali, ai due soci le questioni interne”. Queste ultime, come noto, dovrebbero essere chiarite il 1º aprile ad Amburgo nell’incontro tra Raugei ed Eckelmann: ammesso e non concesso che l’incontro ci sia davvero e che non finisca con un “muro contro muro”.

Piccini ha comunque voluto sottolineare – anche per parare eventuali accuse di disimpegno – che le istituzioni non intendono rinunciare al diritto/dovere di garantire il porto, il suo lavoro e la difesa dei traffici, compresi quelli in TDT. “Riteniamo doveroso aspettare l’esito della riunione tra i due soci del TDT – ha detto Piccini – ma sia chiaro che subito dopo ci aspettiamo chiarimenti non marginali. L’Autorità Portuale ha il dovere di chiedere un piano d’impresa aggiornato, un dettaglio sulle problematiche legate agli investimenti ed allo sviluppo delle iniziative, una risposta ai quesiti che già da tempo il comitato portuale ha posto agli azionisti”. C’è anche un indiretto riferimento – a quanto si è potuto capire – alla richiesta avanzata da Contship Italia di allungare la concessione del terminal a 30 anni, richiesta che al momento non sembra particolarmente gradita al comitato portuale.

I molti fattori in gioco nella delicata vicenda del TDT sono stati affrontati, ad oggi, solo in minima parte. Ma è evidente, dopo due sole riunioni, che la chiusura dell’Osservatorio trova ragione anche nel fatto che alcuni importanti settori portuali (che ne erano rimasti esclusi) hanno chiesto di entrarvi anch’essi, o in alternativa di riportare il dialogo nella sede giuridicamente più consona, cioè il comitato portuale. Di cui l’Osservatorio era apparso a qualcuno come un super-comitato portuale gestito però dai sindacati e trasformato in un parlamentino poco tecnico e molto politico.

Piccini ha capito anche, molto velocemente, che sulla vicenda TDT le istituzioni cittadine possono far poco, al di là dei proclami. La vera battaglia che si è appena aperta per quella che riguarda l’interpretazione dei patti parasociali della Spa Terminal Darsena Toscana. Ed è una battaglia delicata, sia perché i patti sono, in alcuni punti, abbastanza ambigui sulla “governance” reale – tanto che entrambe le parti ritengono di avere le carte giuste per vincere – sia perché a firmare per la componente dei portuali fu allora proprio Roberto Piccini, oggi chiamato a fare da giudice “super partes” sullo stesso tema. E non c’è dubbio che Piccini da presidente dell’Authority non la veda in modo molto diverso da Piccini presidente della Cpl. Anzi, c’è chi ricorda che Roberto Piccini si scontrò duramente con suo padre Italo perché il primo avrebbe preferito far entrare nel TDT gli spagnoli di Dragados, mentre fu Italo a sostenere con forza – e a vincere la partita – le tesi di Contship. A questo proposito proprio nei giorni scorsi Roberto Piccini ha ricordato che Dragados aveva offerto tre miliardi di lire in più di Contship: e che, a suo dire, Cecilia Battistello si era impegnata a “pareggiare il conto” (cioè a versare anch’essa la stessa cifra in più) non appena il terminal avesse cominciato a uscire dal rosso. Adesso, sembra ricordare minacciosamente il presidente della Port Authority, il TDT fa utili e quindi dovrebbe “sganciare” i famosi tre miliardi (oggi intorno a 1,5 milioni di euro). Ma è un dettaglio di cui, ad oggi, nessuno sembra volersi ricordare. Almeno per ora.

Antonio Fulvi


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