Pirateria, ora l’Italia imbarca i suoi “marines”

Potranno anche essere utilizzate speciali “guardie giurate” con specifico addestramento – Un incontro delle forze politiche a Montecitorio per definire tempi e modi

ROMA – Due grandi navi con la nostra bandiera sono in mano ai pirati somali, e l’Italia, che per mesi non ha fatto niente, adesso volta pagina e autorizzerà gli armatori a imbarcare scorte armate. Basta infine – è stato deciso in un incontro preliminare di due giorni fa a Montecitorio – spendere pressoché inutilmente i soldi per mantenere in area navi da guerra che nella maggior parte dei casi sono impotenti.

A risolvere il problema è stato l’atteggiamento da mesi estremamente critico, che Confitarma e molti altri ambienti dello shipping aveva espresso dopo che alla petroliera “Savina Caylyn” – sequestrata dai somali l’8 febbraio scorso – si è aggiunta anche la grande rinfusiera “Rosalia D’Amato”.

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