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Ottanta pagine tra analisi e tempi (lunghi?)

LIVORNO – Ottantadue pagine di relazione, ben spaziate e articolate secondo la tipica scheda di presentazione dei modelli europei: e un insieme di osservazioni, analisi e indirizzi che se in alcuni passaggi fotografano l’ovvio e il “deja vue”, in altri prendono posizione in modo tanto netta da sembrare impegni politici ed amministrativi già concordati.

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Concordati con chi? Si è già scritto, su queste colonne ed altrove, che l’arrivo di Gallanti ha riportato lo scalo marittimo livornese nell’alveo della programmazione (e della gestione politica) della Regione, della Provincia e specialmente del Comune. Si è già scritto che fin dalla presentazione in Municipio del protocollo per la foce armata dello Scolmatore dell’Arno, è sembrato chiaro il ruolo rivendicato – e assunto – dal sindaco Alessandro Cosimi. Che è accreditato da sempre come un raffinato parlatore e un politico abile a galleggiare più d’un gommone: ma che quando vuole (o quando può?) è anche in grado di far pesare l’indubbio potere della sua Istituzione. In questo caso, per chi ha avuto la possibilità – e il coraggio – di leggere le pagine del documento programmatorio presentato dal dottor Vanni della Port Authority, il ruolo e anche il potere del Comune sembrano senza alcuna limitazione; capovolgendo quella che fu la situazione durante gli otto anni della presidenza Marcucci, e in parte anche i fumosi rapporti tra quasi parenti che ci sono stati sotto la presidenza Piccini.

Certo, al momento siamo più che altro alle parole, ovvero alle intenzioni: e che siano buone intenzioni fa parte più che altro delle nostre speranze. Però qua e la nel documento affiorano indicazioni di scelte che agli attenti fanno rizzare le orecchie: come il richiamo al superamento della programmazione degli “inland terminal” a favore dei “distripark” a forte valore aggiunto. E a molti questo richiamo sembra congeniale allo scarso feeling dimostrato da Gallanti verso l’interporto Vespucci, e al molto feeling che sia Gallanti che il sindaco Cosimi sembrano avere verso il progettato “distripark” di Cagliata & Cilp in area Da Vinci.

Il resto, per il momento, sembra confinato nell’area delle buone intenzioni, compreso il quasi impossibile rilancio delle riparazioni navali sul bacinone di carenaggio, che ha tanti e tali distinguo da risultare più che un sogno una volontà di dilazionare il problema. Speriamo che si tratti solo di sensazioni, e sensazioni sbagliate. Lo dimostrerà il passaggio dalle parole ai fatti. E specialmente quanto tempo occorrerà per il suddetto passaggio.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
16 Luglio 2011

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