Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Miracolo, sul bacino si studia

Autorità Portuale, Comune e Azimut/Benetti hanno concordato di cercare soluzioni condivisibili – Torna la destinazione “provvisoria” della 75 alle barche

Giuliano Gallanti

LIVORNO – Bacinone di carenaggio riattivato, con tanto di rilancio delle riparazioni navali, oppure bacinone “riconvertito” per l’incompatibilità con gli yachts del cantiere Benetti?

Sembra un assurdo, ma dopo anni di botta-e-risposta sui giornali, con reciproci attacchi anche feroci su scenari di possibili emorragie di posti di lavoro, all’improvviso l’Autorità Portuale, il Comune e il gruppo Azimut/Benetti hanno finalmente deciso di studiare insieme, in chiave collaborativa, una soluzione. Nell’ultimo incontro il presidente dell’Authority Gallanti, il presidente di Azimut/Benetti Vitelli, l’assessore comunale Picchi e l’amministratore delegato di Benetti Poerio hanno concordato di arrivare in tempi brevi (entro la fine dell’anno è il quasi incredibile impegno) ad una “valutazione tecnico-economica oggettiva” delle due ipotesi: bacino e riparazioni navali si, bacinone e riparazioni navali no in quanto incompatibili con il comparto superyachts.

[hidepost]

L’Authority ha già affidato al Rina uno studio su tecnologie, tempi e costi per l’eventuale ripristino del bacino. Azimut/Benetti collaborerà. Anche perché – qualcuno l’ha detto solo tra le righe, ma è cosa nota – per funzionare il superbacino (e quello galleggiante al lato, entrambi al momento “affidati” a Benetti)  hanno bisogno di importanti aree a terra che andrebbero sottratte al cantiere degli yachts; più una centrale elettrica dedicata, più vie di accesso specializzate, eccetera eccetera.

Quello che sembra nuovo è lo spirito con cui è stato affrontato il problema. Uno spirito che coinvolge anche l’impegno di liberare il mediceo dalle barche per avviare i lavori del “marina” di Benetti secondo gli accordi di Roma.

E’ un’altra bella gatta da pelare, perché per l’ennesima volta la coperta è troppo corta: così il Comune abbandona le fantasiose ma poco realistiche elucubrazioni sul potenziare i porticcioli a sud della costa (Antignano, Ardenza, etc.) e accetta di accelerare i tempi per la Bellana (siamo a quarant’anni dalla presentazione del primo progetto da parte della “Marina Mediterranea” capitanata allora da Bruno Fontanelli della Compagnia Portuale) non si sa bene con che soldi; nel frattempo le barche del Mediceo, a cominciare da quelle al “muro del pianto” e all’ex banchina dei rimorchiatori saranno progressivamente spostate con destinazione prevalente “provvisoria” sulla banchina 75 (de profundis per le crociere) ma anche sul lato capitaneria del Mediceo (rimane in piedi il ricorso al Tar dello Yacht Club che non se ne vuole andare: e anche questa è una grana). Ovviamente per usare la 75 per le barche occorreranno opere di protezione dalla traversia: e ritornerebbe in auge dunque l’accordo che prevedeva di piazzare alcuni cassoni frangiflutto perpendicolarmente al terminale esterno di nord della stessa 75. Il tutto comunque da ricalcolare, rivedere, rifinanziare e mettere già come progetti esecutivi, nella speranza che poi non ci mettano bocca i vari ministero dell’Ambiente, soprintendenza ai Monumenti, Arpat o altri. Perché di tempo se n’è perso già troppo. E va dato atto oggi a Gallanti di aver finalmente affrontato il problema prendendo il toro per le corna e abbandonando la fase delle chiacchiere. E’ un passo avanti: nella speranza che basti.

Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
5 Ottobre 2011

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio