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Pianificare tanto paga Pantalone…

Nereo Marcucci

LIVORNO – Da Nereo Marcucci, già primo presidente della Port Authority labronica e già presidente di Assologistica, riceviamo:

Caro direttore, leggo sulla Tua Gazzetta di un progetto Marcucci/Piccini (Piattaforma Europa) e, non intendendo appropriarmi di meriti altrui, Ti chiedo la cortesia di precisare quanto segue:

a) Ormai tanti anni fa (2001) proposi un dimensionamento del porto che fosse rispettoso dei fondamentali dell’economia di mercato: investimenti che avessero un ritorno secondo criteri di rischio accettabili, che potessero essere cofinanziati in partnership pubblico-privato, realizzabili in un orizzonte temporale tale da cogliere le occasioni fornite dalla crescita dei traffici. Il segretario generale, che per legge ne ha competenza, tradusse quei fondamentali in proposte che furono sottoposte preliminarmente agli operatori.


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b) Successivamente furono sviluppate nuove idee più impegnative per dimensione fisica e finanziaria da parte di chi ne aveva competenza e responsabilità.

c) L’attività legislativa del Governo Monti finalizzata al recupero del gap infrastrutturale (portuale, e distributivo) in totale sintonia con le indicazioni realistiche dell’Unione Europea privilegia in modo netto ed indiscutibile i fondamentali sopra descritti inaugurando una fase nuova dopo quella, assai lunga, durante la quale ogni porto (Vado, Genova, La Spezia, Livorno, Civitavecchia, Napoli, Salerno, Augusta, Trieste, Monfalcone, Ravenna, Ancona, Brindisi, Pozzallo ecc.) ha legittimamente presentato (o immaginato) progetti di terminals contenitori per oltre 30 milioni di teus; quando, con orizzonte 2025, gli attuali 5 (al netto del transhipment) potranno crescere fino a 10 assumendo una crescita del PIL del 2% annuo (!!!!) e del 3,5 % nei traffici (!!!!!!!)

Ovviamente, escludendo che l’attuale Governo stia copiando le vecchie idee di un presidente periferico di Autorità portuale, credo legittimo dedurne un invito ai Decisori dei singoli porti a ripensare il proprio “modello competitivo in un mercato contendibile“ con un supplemento di riflessione che potrebbe determinare la conferma delle vecchie o delle nuove idee, fermo restando che ad ognuno debbono essere accreditate/addebitate esclusivamente le proprie.

Con sempre viva cordialità e stima.

Nereo Paolo Marcucci

_________________

Che aggiungere alla cortese (e assai ironica) nota dell’amico Marcucci? Che di piani portuali – peraltro costati spesso spropositi alle rispettive comunità – sono piene le fosse? Oppure che la sua rispettosa fiducia nelle direttive Monti e nei “ripensamenti di modelli competitivi in un mercato contendibile” ci sembra più sarcastica che ingenua? Ad oggi, super-Monti a parte, non ci sembra che questi ripensamenti siano evidenti come sarebbe necessario. Tanto, paga il popolo bove (vedasi lo sfracello di tasse che ci sta sommergendo).


Niente di nuovo, sia chiaro. Non era Orazio che nelle Epistole scriveva: Quidquid delirant regem, plectuntur Achivi? Ovvero, per chi avesse un po’ trascurato a scuola il latino: tutti gli sbagli dei re li pagano gli achivi, ovvero il popolo, cioè noi.

A.F.

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Pubblicato il
24 Marzo 2012

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