Un bacino e un business

LIVORNO – Ovviamente i livornesi ci sono rimasti male. E non solo l’impresa Neri, che per blasone, esperienza e capacità dimostrate sul campo, era quasi sicura di avere il contratto con Smit (qualcuno dice che era stato tentato di imbarcare nella cordata anche l’altra olandese di primissimo piano, la Mamoet, ma è stato impossibile proprio perché tra Smit e Mamoet non si parlano malgrado siano entrambe olandesi): ma anche e specialmente tutta la pletora di aziende che operano nel porto, sulle quali la ricaduta di una pioggia di lavori da almeno 200/250 milioni di euro sarebbe stata, di questi tempi, una manna.


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