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Giganti a Genova ma a mezzo carico

Rimangono da risolvere problemi di fondali e di gru – E a Livorno gli stessi problemi per l’accesso delle grandi Yang Ming alla Darsena Toscana

GENOVA – Prove di giganti nei porti italiani che possono permetterselo. Dall’inizio di questa settimana i genovesi esibiscono con orgoglio arrivi record di navi record: a partire dalla “Titan” di Cma Cgm che in joint con Maersk ha approdato a Voltri “malgrado” la sua portata di 12.500 Teu, fino alle due 8.500 Teu al Sech che si sono succedute con Hanjin e China Shipping. E si preannunciano, nel servizio di Cma Cgm-Maersk, navi fino a 13 mila Teu di portata.

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Per quanto si consideri Caput Mundi, anche Genova è consapevole che queste navi sono costrette ad operare a portata ridotta, per questione di fondali e (parzialmente) di sbraccio delle gru di banchina. Luigi Negri, che opera sia in Sech che (come azionista di minoranza) al Vte di Voltri, si è detto consapevole che il futuro è già cominciato e che i terminal portuali più grandi devono rapidamente adeguarsi come fondali e come sbraccio delle gru se non vogliono essere tagliati fuori. Al Sech secondo Negri si è in grado di operare con navi fino a 10 mila Teu completamente cariche, mentre per le più grandi bisogna ridurre progressivamente il pescaggio.

Se Genova sorride a denti stretti – consapevole che il gap con i porti del Nord Europa per il momento non si riduce – altri porti del range tirrenico non sono altrettanto possibilisti. A Livorno, come abbiamo scritto, l’Autorità portuale si è impegnata con Yang Ming & C. a dare entro autunno i fondali sufficienti per l’ingresso delle nuove 8 mila Teu in darsena Toscana: il che comporta, oltre al livellamento dei fondali nel bacino di evoluzione al Marzocco, anche un dragaggio alla bocca sud del porto e la pulizia del canale stesso. Tutti interventi programmati e in parte avviati, ma che scontano le problematiche non risolte dalle nuove normative nazionali sui dragaggi; e specialmente che scontano la non avvenuta chiusura permanente delle porte vinciane sul canale dei Navicelli, malgrado i ripetuti “protocolli” con le autorità del Canale e le pressioni della Regione. Tanto che i pessimisti cominciano già a temere un autunno della verità già troppo vicino.

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Pubblicato il
5 Maggio 2012

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