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Tir, tariffe minime e sicurezza

Dedicare una parte delle risorse chieste all’autotrasporto alla qualità di mezzi e strade

Singolare personaggio, Paolo Uggé. Già sottosegraterio ai Trasporti nel governo Berlusconi, parlamentare di Forza Italia, laurea honoris causa all’università Pro Deo di New York, sindacalista da trent’anni nel settore dell’autotrasporto, oggi presidente di Fai-Conftrasporto (Confcommercio) e consigliere del Cnel, da tempo tiene una rubrica sul trasporto delle merci su gomma sulle pagine de “Il Giornale”.
Non è mai stato tenero con i sindacati che si agitavano allo sfascio; ma non è tenero nemmeno con l’attuale governo (o quel che ne resta) come si legge dall’ultimo intervento sul quotidiano, che riportiamo qui sotto.

[hidepost]ROMA – Chi inquina paga. Nessuno può negare la bontà di questo principio, attuato dall’Unione europea con l’introduzione della direttiva Eurovignette, che ha inserito nei pedaggi stradali una spesa aggiuntiva per i mezzi pesanti, in pratica un risarcimento per i costi di inquinamento atmosferico ed acustico provocati dai camion e che va ad aggiungersi a quelli già previsti per le infrastrutture. E nessuno può neppure negare che sia giusto calcolare i pedaggi in base ai diversi livelli di emissioni inquinanti dei veicoli, a patto che siano pedaggi in base ai diversi livelli di emissioni inquinanti dei veicoli, a patto che siano pedaggi trasparenti, proporzionati e non discriminatori, frutto di ben precisi di tariffazione e metodi di calcolo, basati su metodi scientifici riconosciuti, pur nella consapevolezza che fare una stima è impresa difficile, considerati i numerosi fattori tra i quali gli standard ambientali del mezzo, le sue modalità di utilizzo, la qualità della manutenzione, il contesto e l’ambiente di impiego…
Ma se tutto questo è innegabile, altrettanto lo è il fatto che da una parte è consentito incrementare i prezzi dell’autotrasporto (“di un importo pari alla sommatoria dei prodotti tra i diversi fattori di emissione e i rispettivi costi monetari per ciascuna diversa tipologia di strada”) con l’obiettivo di tutelare tutti dall’inquinamento, dal traffico, dal rumore, dall’altro la medesima operazione dovrebbe essere consentita per tutelare la sicurezza sulle strade, per difendere la vita di milioni di persone che le percorrono. Vite messe in pericolo non dallo smog o dal rumore, ma da Tir che hanno pneumatici lisci, pastiglie dei freni consumate, conducenti impreparati. In altre parole: se l’Eurovignette è condivisibile, altrettanto devono esserlo i costi minimi per la sicurezza dell’autotrasporto, quei costi considerati indispensabili per far circolare camion sicuri.
Nessuno nega che sia giusto coprire il costo dell’uso dell’infrastruttura (chi usa paga), o che lo sia coprire il costo stimato dell’inquinamento generato (chi inquina paga). Perché, allora non deve essere giusto coprire il costo per un utilizzo in sicurezza del mezzo? C’è qualcosa che francamente non torna.
Paolo Uggé

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Pubblicato il
19 Dicembre 2012

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