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Ma il programma della Costa è un mistero

ROMA – Il problema è che mentre a Piombino ci sperano – e lavorano sodo perché l’offerta sia concreta – il giochino rischia di rompersi.
[hidepost]L’ha detto per la prima volta a chiare lettere il ministro dell’Ambiente Corrado Clini: che non si è limitato alle parole (Verba volant) ma l’ha messo per scritto in una lettera, ampiamente sottolineata dai quotidiani, fatta avere agli amministratori di Costa Crociere, alla Protezione Civile e alla Regione Toscana.
“Urge definire un programma di lavoro puntuale e con le relative tempistiche – ha scritto il ministro – per la fase finale della rimozione della Costa Concordia e il relativo smaltimento del relitto in un luogo idoneo”. In parole più povere: che Costa Crociere si decida a indicare dove vuol trasportare il relitto, come lo vuol trasportare, quando lo vuol trasportare e specialmente come lo vuole demolire.
Tutto quello che infatti riguarda il dopo l’auspicato rigalleggiamento del relitto – ammesso che ci si arrivi: e qualche dubbio serpeggia anche su questo – è ancora avvolto dalle nebbie. Eppure il progetto di portare il relitto a Piombino è stato messo a punto, come riferiamo qui a fianco, con molti dettagli sia operativi che finanziari, con tanto di contributo della Modimar che è uno dei “pensatoi” più qualificati a livello europeo per questo genere di cose. Piombino è in pole position: ma come dice il presidente della Port Authority Luciano Guerrieri, un bacino e i relativi spazi per ricevere il relitto non si improvvisano in pochi mesi. Occorre dunque scegliere.
C’è anche l’incognita Castalia: che da associazione temporanea d’imprese che ha l’appalto (fino alla fine del 2013) del controllo antinquinamento, è stata coinvolta nella gestione emergenziale, ma dal 31 gennaio prossimo dovrebbe non occuparsi più del problema. E infatti risulta che al Giglio stia già smantellando il presidio terrestre.
Troppe incertezze dunque, troppi ritardi, troppi dubbi. Che autorizzano a credere davvero in un ritardo molto significativo dell’intera operazione, visto che circolano voci di un anno circa di dilazione al rigalleggiamento. Nessuno l’ha detto ufficialmente, ma al Giglio sono, con ragione, molto nervosi. E stanno cominciando ad esserlo anche a Piombino…
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
22 Dicembre 2012

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