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A Trieste Molo VII buon esempio

TRIESTE – “C’è lavoro da fare e grandi prospettive, criticità da eliminare e punti di forza da sostenere”. Lo ha detto il deputato del Pd Ettore Rosato, a nome della delegazione dei candidati democratici al Parlamento che è stata in visita alla To-Delta, terminalista che opera al Molo Settimo del porto di Trieste.
[hidepost]Secondo Rosato “sussiste una vera difficoltà a competere con il porto di Capodistria, e in futuro con quello di Fiume, ad esempio sul piano del sistema dei controlli doganali, che non sono omogenei e che fanno preferire quegli scali agli armatori. Rimane inoltre aperta la questione con Rfi sulle infrastrutture da realizzare all’interno del porto, e la necessità – ha proseguito – di creare adeguate condizioni di concorrenzialità sulle tariffe ferroviarie. Nonostante ciò, in questi anni il Molo Settimo ha espresso un trend positivo nella movimentazione di containers, diventando il sesto terminal italiano, a riprova che vi sono potenzialità enormi ancora da sfruttare”.
“Per questo noi crediamo che serva ridisegnare la portualità italiana – ha spiegato Rosato – evitando scelte faraoniche e irrazionali come quella dell’off shore di Venezia, e puntando invece su progetti dove le condizioni sono già favorevoli e ragionevoli come a Trieste in effetti sono il raddoppio del Molo VII e la realizzazione della piattaforma logistica”.
“Tutti noi – ha concluso Rosato – abbiamo potuto nuovamente constatare come lo sviluppo del porto e il rigassificatore di Zaule siano decisamente incompatibili”.

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Pubblicato il
13 Febbraio 2013

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