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Solito scontro sui servizi tecnico-nautici

VENEZIA – Se n’è parlato ancora una volta a Venezia, al Propeller Club locale: ed è inutile dire che c’è stato uno scontro aperto, a volte violento tra i sostenitori della “liberalizzazione” di costi e servizi (il presidente del porto di Venezia Paolo Costa ne ha fatto una crociata) e i sostenitori (Confitarma in testa) di un confronto tra le parti che punti a trovare accordi piuttosto che guerre fratricide. [hidepost]Quest’ultima tesi è stata esposta dal presidente di Federagenti Michele Pappalardo, mentre l’ammiraglio Tiberio Piattelli, responsabile della direzione marittima del Veneto, ha ricordato le problematiche della sicurezza legate ad eventuali liberalizzazioni più o meno selvagge. Come a dire: pilotaggio, rimorchio ed ormeggio non si improvvisano, ed occorrono garanzie professionali importanti prima di allargare il cerchio.
Tra le proposte esaminate c’è stata anche quella del “price cap”, ovvero l’aumento delle tariffe dei servizi tecnico-nautici all’inflazione e con un minimo di quota per la produttività. Bocciata sia da Piattelli che da Confitarma, perché porterebbe fatalmente alla compressione degli investimenti e quindi alla corsa al ribasso della qualità (e della sicurezza) dei servizi.
Diciamoci la verità: il dibattito che va avanti da anni, sulla “liberalizzazione” dei servizi tecnico-nautici, investe non solo l’Italia ma l’intera Europa. Dove però le regole sono diverse da paese a paese, e non è detto che quelle italiane siano le più penalizzanti. Poi c’è un altro aspetto singolare: proprio in questi giorni le associazioni di categoria dell’autotrasporto sparano a zero contro il sistema italiano che porta ad aumenti tariffari sulle autostrade pressoché “automatici” con la connivenza del governo (e dei governi precedenti) malgrado la crisi del settore. A fronte di queste realtà, la pretesa di liberalizzare di colpo i servizi tecnico-nautici alla (vana?) ricerca di costi più bassi sembra davvero poco convincente, se limitata a un solo comparto nautico-portuale. Forse che si voglia anche qui applicare la regola del Gattopardo, cioè far finta di cambiare tutto perché tutto poi resti come prima?
A.F.

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Pubblicato il
20 Aprile 2013

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