Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Confindustria: per Livorno investimenti e territorio

LIVORNO – L’associazione degli industriali della provincia ha tenuto lunedì la propria assemblea annuale con due atipicità significative: la “location”, cioè l’Accademia Navale; e la partecipazione del presidente nazionale Giorgio Squinzi, che ha avuto un precedente solo con la Marcegaglia.
[hidepost]C’era, come sempre in queste occasioni rituali, l’intero Gotha della politica e dell’economia locale: e gli interventi di saluto, dal sindaco al presidente della Provincia, dal presidente della Camera di Commercio a quello di Confindustria Toscana, non hanno potuto prescindere dalla realtà pesante dell’economia locale, sia pure evidenziando anche gli elementi di positività come il prossimo avvio del rigassificatore OLT, l’apertura – peraltro contestata – della Mosul per l’olio di palma, e la tenuta del comparto del lusso con la Benetti dei maxi-yachts.
Tra i punti di accellenza citati anche l’Accademia Navale, ospite della giornata, il cui comandante ammiraglio di squadra Cavo Dragone ha rivolto un caldo saluto alla città e alle sue istituzioni.
Dopo la relazione del presidente provinciale di Confindustria Alberto Ricci, la lingua ha battuto … dove il dente duole. Ovvero: tavola rotonda sui fattori competitivi per attrarre sul territorio gli investimenti, in particolare privati. A confrontarsi i portavoce di alcune realtà imprenditoriali pubblico-private come Enel, delle istituzioni regionali e locali, dell’ENI, dell’Irpet. Tutti concordi sulle linee di massima della diagnosi, e cioè sulla necessità di favorire gli insediamenti limitando i tempi della burocrazia, i vincoli di decine di leggi che si sovrappongono e spesso sono in contrasto tra loro, e facilitando l’accesso al mondo del lavoro. In quanto alle terapie però, l’impressione è che come spesso accade ciascun settore “guardi” nel piatto degli altri, chiedendo loro di fare il primo sforzo (se non l’unico). Torneremo sul tema con più calma, dati i tempi stretti per le meditazioni approfondite e non per la mera cronaca. La convention di Confindustria ha comunque avuto un significato importante: la conferma che c’è ancora voglia di lottare e di trovare soluzioni praticabili. Di questi tempi, è già qualcosa.
Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
17 Luglio 2013

Potrebbe interessarti

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio