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Agroalimentare e Parma il programma delle mostre

Va forte la Toscana insieme al Trentino, la Campania e il Piemonte – Gli obiettivi del Consorzio

PARMA – Il 2013 ha segnato un record storico per il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari italiani che hanno raggiunto il massimo di sempre, arrivando a quota 33 miliardi di euro (+6% rispetto al 2012). È quanto emerge da una analisi Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero.
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Molte sono le potenzialità non ancora espresse dei prodotti alimentari italiani all’estero – dice Parma Alimentare – che è ancora poco proiettato verso i mercati internazionali: la percentuale del fatturato estero sul fatturato totale è ancora al 20%, un dato inferiore alla media del manifatturiero italiano (26%) e alla quota export dell’alimentare tedesco che arriva al 30%. Analizzando gli stessi dati della propensione all’export alimentare per regioni, spiccano Trentino Alto Adige (34,1%), Campania e Toscana (entrambe col 28,7%), Piemonte (27,5%) e Friuli Venezia Giulia (21,7%), grazie ai risultati raggiunti dai vini, mentre regioni come la Lombardia e l’Emilia Romagna, si fermano su una incidenza fatturato export/ totale del 14/15%.
Nei primi nove mesi del 2013 a Parma il settore alimentare ha registrato una crescita delle esportazioni del 5% rispetto allo stesso periodo del 2012, che già aveva evidenziato nei dodici mesi un aumento del 7,4% rispetto al 2011. Analizzando per comparto i risultati dei primi tre trimestri del 2013, sono cresciute del 6% le esportazioni di “prosciutti e salumi”, del 4% “pasta, dolci, surgelati, precotti” ed è molto positivo (+20%) il risultato per “Parmigiano e derivati del latte” Mantiene segno negativo (-8%) il comparto delle conserve vegetali dopo la difficile campagna del pomodoro di quest’estate. L’ingente variazione per le “conserve ittiche”(+57%) indica un recupero dopo alcune difficoltà negli anni della crisi.
In particolare sono state ottime le performance nei mercati extraeuropei; così, nei primi nove mesi dell’anno, risultano cresciute del 38% le esportazioni alimentari verso l’America settentrionale, e mediamente del 14% le esportazioni verso gli altri continenti, una percentuale che è in crescita, tranne per l’Asia, a causa della frenata Cinese.
Le aziende parmensi hanno decisamente scelto le Fiere come luogo per mettersi in relazione con gli operatori del settore, i buyer e il mondo della distribuzione.
Nonostante le nuove tecnologie accorcino le distanze, le fiere rappresentano ancora il punto di incontro per nuovi mercati e gruppi target, la piattaforma ideale per gli ultimi trend e novità del momento, il luogo ideale per stringere contatti di business di alto livello.
In particolare, sono state le “collettive” a riscuotere ampi consensi, sia per ragioni di carattere economico – uno stand condiviso costa decisamente meno – sia per il servizio di assistenza e consulenza offerto – la partecipazione congiunta permette di sfruttare il know how specifico delle realtà più grandi che hanno le conoscenze per affrontare con più sicurezza le complessità dell’approccio ai mercati esteri.
È ora pronto il calendario per il 2014 e sono già tante le aziende che si sono rivolte a Parma Alimentare per prenotare uno spazio nello stand della collettiva.
I prossimi appuntamenti sono con le grandi Fiere internazionali come Foodex, Fancy Food e Sial, ma anche con alcune fiere di nicchia dedicata a delicatessen e specialità alimentari, come GastMesse (Vienna), Speciality & Fine Food (Londra) e Mediterranean Food (Dusseldorf), pensate per quelle aziende che sono alla ricerca di nuovi sbocchi all’estero e che non sono proiettate esclusivamente sulla Gdo.
In programma ci sono inoltre due mostre mercato: Slow Food (10/13 aprile, Stoccarda)e l’Italie a table (29 maggio/1 giugno, Nizza). Buone opportunità per esplorare nuovi mercati, entrando in contatto diretto con il consumatore finale e con potenziali acquirenti locali, come piccoli gourmet store e ristoratori alla ricerca di prodotti di qualità.
“Grazie agli sforzi e agli investimenti per l’internazionalizzazione portati avanti dalle imprese del territorio, l’incidenza dell’export sul fatturato totale è un valore che sta crescendo progressivamente.
Le manifestazioni fieristiche vengono individuate e definite dalla CCIAA, sentiti gli operatori e le locali associazioni di categoria. Si tratta di investimenti che riguardano il pubblico e il privato e che hanno l’obiettivo di sfruttare al meglio le sinergie, creando ricchezza per il territorio. Crediamo molto nelle Fiere come luogo ideale per stringere contatti di business di alto profilo e invitiamo le aziende interessate ai mercati esteri a contattarci per ricevere informazioni sulla partecipazioni alle fiere collettive di Parma Alimentare” ha commentato Alessandra Foppiano, executive manager del Consorzio.

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Pubblicato il
29 Gennaio 2014

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