Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Emendamento contro l’offshore per Venezia

ROMA – “Capiamo la tentazione dei campanilismi e degli interessi particolari ma crediamo che la politica se vuol essere seria e responsabile non possa non sviluppare progetti locali e regionali con uno sguardo sempre proiettato al più alto interesse nazionale.
[hidepost]Per questo abbiamo presentato un documento propedeutico ad un emendamento alla Legge di Stabilità che partendo da un’analisi della situazione attuale della portualità italiana con un particolare focus sull’Alto Adriatico, propone di recuperare i circa 100 milioni previsti per il progetto di porto offshore a largo di Venezia a favore di progetti integrati che potenzino tutte le strutture logistiche e portuali già esistenti (Ravenna, Venezia e Trieste in primis)”.
Così hanno scritto i senatori Francesco Russo e Marco Filippi promotori di un documento firmato da una cinquantina di colleghi espressione di gruppi di maggioranza e di opposizione.
“Il consenso trasversale raccolto dal documento – anche da territori che non si affacciano sul Mare Adriatico – è la dimostrazione che questa non è una battaglia di campanile. Ci sta a cuore il futuro di Venezia, ma proprio per questo non possiamo dare il nostro assenso a un progetto solo apparentemente ambizioso il cui fallimento annunciato farebbe male alla credibilità dell’Italia e del Veneto. Un progetto sproporzionatamente costoso e, nel merito, considerato irrealizzabile ed antieconomico dagli stessi operatori portuali se non altro per i costi derivanti dalla rottura di carico che la nuova struttura prevederebbe.
Il piano strategico nazionale della portualità e della logistica che, come obiettivo finale, si ripropone di concentrare i fondi disponibili su poche opere davvero necessarie ci chiede progetti sostenibili, integrati e possibilmente sostenuti da una preventiva disponibilità dei privati di accollarsi gli oneri delle nuove opere, ed il porto offshore di Venezia sicuramente non rientrerebbe in questo perimetro.
Confermando al presidente dell’Authority di Venezia Paolo Costa e a tutti i decisori politici ed economici del Veneto la piena disponibilità ad un confronto nel merito ci auguriamo sia possibile ragionare su progettualità condivise che, nell’ottica di un sistema realmente integrato fra i porti dell’Alto Adriatico, possano davvero essere funzionali all’intero Paese e non soltanto a una sua, pur importante, parte.

[/hidepost]

Pubblicato il
6 Dicembre 2014

Potrebbe interessarti

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio