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Sentenze il Diritto e il rovescio

LIVORNO – Non ci si annoia, proprio no, a seguire le vicende delle “poltrone” sui porti. Prendiamo il caso Massidda: disarcionato dal Tar su ricorso di un avversario politico perché non aveva una laurea “logistica” quando comunque unanimemente stava facendo bene, bacchettato sul tema della laurea anche dal Consiglio di Stato, rimane appiedato anche con l’ultimo grado di giudizio, la Suprema Corte di Cassazione, ma con una motivazione completamente diversa da quella con cui l’hanno fatto fuori.
[hidepost]Non per la laurea (che secondo la Cassazione non è affatto richiesta) ma perché al momento della nomina non aveva la “comprovata esperienza nel settore” espressamente richiesta dalla legge 84/94.
La sentenza apre tutta una serie di nuove possibilità; e il ministro Lupi, che l’attendeva per prendere le sue decisioni nei rinnovi alle prossime scadenze, forse si sentirà le mani più libere; ammesso che non voglia mantenere l’impegno di non fare altri presidenti in attesa della riforma, aumentando la percentuale di commissariamenti e di fatto paralizzando sempre più porti.
Ma la sentenza della Cassazione, nel caso specifico di Massidda, può anche permetterci di fare qualche giochino dell’assurdo. Per esempio, partendo dall’esperienza che Massidda si è fatto in almeno due anni di presidenza all’Authority di Cagliari – dove per unanime riconoscimento anche degli avversari ha fatto bene – la Cassazione dovrebbe consentirgli di tornare in lizza come presidente di una qualche Port Authority, forse anche quella di Cagliari. Vero che quell’esperienza (che non aveva quando fu nominato) è stata fatta in una situazione di illegittimità (nominato senza la richiesta esperienza come previsto dalla 84/94) ma l’illegittimità è diversa dall’illegalità e quindi a sbagliare era stato chi l’aveva indicato nella terna e poi nominato, non il dottor Massidda. Quindi – e qui l’assurdo – avendo adesso l’esperienza necessaria per fare il presidente, potrebbe tornare presidente. Ragionamento capzioso e sbagliato? Forse. Ma poi ditemi se non è vero che l’Italia, patria del Diritto, è anche patria del … rovescio!
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
7 Gennaio 2015

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