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Quel divorzio CPL-CFT

LIVORNO – Tutti a mettere il cappello, almeno a parole, sulla futura Piattaforma Europa: a cominciare dalla “sparata” di Aldo Spinelli che a … reti unificate (Tirreno, Nazione e Tv locali) si è candidato alla prossima gara promettendo in cambio di … mantenere la sofferente squadra di calcio labronica.
[hidepost]Ma se l’interessamento di Spinelli è abbastanza prematuro – per quanto legittimo e anche interessante, visto il calibro del personaggio della logistica nazionale – il battage sulla Piattaforma Europa ha già portato, almeno indirettamente, qualche risultato più immediato. Così viene letta la decisione dell’assemblea della CPL che ha votato (a maggioranza) lo scioglimento del gruppo paritetico con la cooperativa CFT di Firenze, che pure doveva contribuire, con grandi speranze, al rilancio del piano industriale 2014-2017.
In una nota – stringatissima, quasi imbarazzata, a firma sia di CFT che di CPL – le due parti si confermano reciproca stima e volontà di “continuare a ricercare tutte le opportunità imprenditoriali che potranno svilupparsi” per una filiera logistica door to door da offrire ai clienti. La separazione nasce – continua la nota – con l’avviato risanamento della Compagnia dei portuali “e la volontà di intraprendere scelte strategiche in piena autonomia”: risanamento e volontà che hanno reso il gruppo paritetico “non più adatto a condurre il rapporto di partnership tra le due cooperative”.
Molti i commenti in banchina, anche se le bocche ufficiali rimangono cucite. E’ noto che la creazione del gruppo paritetico cooperativo – meno di un anno fa – si era basata su una situazione di pesante crisi finanziaria dei portuali labronici. La speranza era che la CFT, essendo realtà economicamente sostanziosa, potesse garantire l’esposizione dei portuali labronici nei confronti delle banche e potesse aiutare a intraprendere un rilancio nel campo più congeniale ai fiorentini, la logistica integrata specie sui prodotti ortofrutticoli. Sui quali pesava – e pesa ancora – il pesante “bagno” del Reefer, rivelatosi operazione fuori dai tempi sia per i ritardi dei leasing, sia per il mutamento epocale dei sistemi di trasporto dei prodotti refrigerati (dalle navi reefer sulle quali era stato calibrato il centro ai containers refrigerati). E’ proprio sul rilancio del Reefer – secondo alcuni – che ci sarebbero state divergenze tra i soci, avendo la CFT privilegiato il proprio centro ortofrutticolo all’interporto Vespucci: tanto che il Reefer è oggi utilizzato prevalentemente dalla Cilp come deposito di rame.
Poi viene attribuito al cambio di strategia anche il recente fatto nuovo negli assetti dei portuali livornesi. L’ingresso in forze nella CILP dei potenti soci privati (Negri di Genova e Neri di Livorno) con il robusto apporto di cash, avrebbe liberato anche la CPL da alcune delle più urgenti preoccupazioni finanziarie. L’alleanza stretta con i fiorentini è diventata “la comune ricerca di opportunità imprenditoriali”: una delle quali, in fase di avanzata maturazione, potrebbe essere presto l’ingresso di CF nella società “Cambusa”, oggi al 33% di Cilp, e per i restanti 33% del gruppo Conad e della fiorentina Giotto Cruise, per i rifornimento di cambusa (viveri e generi di conforto) delle navi sia da crociera che mercantili.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
23 Maggio 2015

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